RUBRICA. PSICOLOGA

Reazioni emotive e crisi

Condividici...

di Alice Bandino*

__________________

 

Parte seconda

Alice Bandino

Proseguiamo a spiegare attraverso le parole dello psichiatra e docente universitario padovano Prof. Giovanni Colombo, altre possibili reazioni emotive alle “crisi”, ovvero “tutti quegli eventi interni o esterni all’individuo che provocano una rottura improvvisa e inaspettata di un equilibrio”.

E’importante ribadire che non esiste una distinzione netta tra normalità e patologia quando si parla di emozioni, di psicologia e delle reazioni individuali agli eventi critici della vita, reazioni uniche e diverse da individuo a individuo, ma con alcune caratteristiche classificabili sotto specifiche risposte psichiche diffuse. Prendendo come esempio di crisi esterna l’attuale pandemia in corso, abbiamo descritto la reazione depressiva, quella paranoica e la reazione ipocondriaca, ora il prof. Colombo ci parla della reazione fobica (talvolta ossessiva): pensiamo al lavarsi in continuazione le mani; controllare tutte le notizie per non incorrere in errori, sempre insicuro sui comportamenti corretti da tenere; la casa da disinfettare in continuazione col prodotto giusto; la ricerca della mascherina specifica idonea (fosse anche necessario indossarne più di una) per proteggere sé e i propri cari o ossessivi nel decidere se sia meglio utilizzare i guanti o il gel.

Reazione psicosomatica: oltre che psicologicamente, ci si “ammala” anche fisicamente in seguito a un evento stressante di crisi da sopportare/affrontare. Esempi di eventi stressanti che cambiano la vita possono essere fisiologici come l’adolescenza o la menopausa, possono essere più comuni come un licenziamento, un matrimonio, un divorzio; possono essere altamente stressanti come uno stupro, una malattia invalidante o un lutto; possono essere catastrofici come questa pandemia e le sue conseguenti fasi;  crisi economiche, sociali, familiari, sortiscono in chi ha la tendenza funzionale ad utilizzare meccanismi di difesa arcaici di somatizzazione, non avranno una sofferenza mentale manifesta ma corporea, paga il corpo il dolore della mente.

Reazione psicopatica: lo psicopatico è l’opposto dell’empatico, anche se erroneamente si dice “psicopatico” per intendere uno psicotico o un paziente psichiatrico; lo psicopatico è un deviante, un antisociale ma senza sensi di colpa, può essere uno che fa il freddo sicario non per sostenere la propria famiglia, ma perché prova piacere nel farlo, sfrutta il dolore altrui, un manipolatore, un delinquente che non si identifica nell’altro, a differenza appunto dell’empatico. Il comportamento reattivo può essere in questo caso impulsivo, dopo un periodo di crisi può vertere verso l’utilizzo di sostanze, dipendenze, comportamento anti sociale, l’incapacità di controllare la rabbia. Pensiamo durante il lockdown all’aumento dei casi di violenza dovuti alla convivenza forzata, la rabbia che è stata rivolta verso le uniche persone che per giorni e giorni hanno avuto la sfortuna di convivere con questi soggetti.

Tutte queste reazioni possibili avvengono in soggetti emotivamente “normali”, dove per normale intendiamo “non psichiatrici”, ovvero appartenenti alla “norma”, alla maggior parte della popolazione; questa pandemia non è un evento comune, fisiologico, è un evento cataclismatico che ha sconvolto le nostre vite, tanto da portarci a pensare alla nostra vita come divisa in due, quella prima del Covid-19 e quella dopo. Se da un lato la quarantena è stata l’occasione per riscoprire le essenzialità della vita, passare più tempo in famiglia, conoscersi meglio, fermarsi e programmare una ripresa profonda e nuova, per tanti è stata invece una vera sofferenza vissuta in solitudine e preoccupazione per il futuro; la solidarietà, le emozioni positive, gli affetti, la resilenza, l’empatia son tutti strumenti che la nostra mente ha a disposizione per reagire, per tendere alla vita e non alla morte o alla disperazione. Senza un impegno comune non andrà tutto bene per tutti; ecco perché il primo passo da fare è stare bene individualmente, adottare strategie comuni che tutelino i soggetti più vulnerabili; il rispetto delle norme di comportamento adatte all’emergenza non dovrebbe essere visto come un sopruso alle nostre libertà, ma al contrario è la base necessaria per affrontare in modo equilibrato questo cambiamento post-crisi.

*psicologa

www.psygoalicebandino.it

Condividici...

Notizie sull'autore

lagazzetta

Aggiungi Commento

Clicca qui per inserire un commento

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

Laser Informatica di Sergio Virdis

Sempre con te…

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy