Sardara Speciale Musica

Roberto Casti e la band de I Principi con la voce solista Marisa Sannia e il giovane Piero Marras

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Ha origini sardaresi il chitarrista solista della prima band di Marisa Sannia, la celebre cantante sarda, soprannominata “La gazzella di Cagliari”, scomparsa nel 2008. Figlio del maresciallo Eligio Casti e nipote di “tziu Generosu” di Sardara, Roberto insieme a Paolo Tocco costituirono, all’inizio degli anni ’60, il gruppo musicale cagliaritano “I Principi” composto da Casti e Tocco rispettivamente chitarra solista e accompagnamento, da Pasqualino Cao sax e clarinetto, da Tonino Mura al basso e Pierpaolo Maccioni alla batteria. A metà degli anni ’60 si aggiunse al “complessino”, come si chiamavano allora i gruppi musicali, Marisa Sannia. Da qui l’esordio di Marisa Sannia come cantante dei “Principi” in feste patronali e vari locali della città. La svolta avvenne nel ’65 quando la cantante venne iscritta proprio da Casti e dalla sorella di Marisa al concorso nazionale per voci nuove indetto dalla Fonit Cetra che si svolse alla sede Rai di Cagliari. «Accompagnata alla chitarra da me e Cao – racconta Casti – Marisa si classificò seconda con la canzone di Salvatore Adamo ‘Perduto amor’. Come giudice era presente il maestro Bruno Canfora. Fu poi convocata a Roma, quindi Sergio Endrigo, Canzonissima, Sanremo, ecc.».
Non fu quindi Endrigo a scoprire Marisa. Come vi siete conosciuti? «Fu la sorellina Carla che, sentendoci suonare durante le prove nella cantina di una palazzina in zona via della Pineta, ci chiese se poteva presentarci Marisa. Scoprii così la sua straordinaria voce. In gara con tanti altri gruppi musicali, “I Principi” vinsero al cineteatro “Arena Giardino” con il brano “ The House of the rising sun” degli Animals. Per motivi di studio e lavoro, nel 1966 mi trasferii a Milano e venni sostituito dal chitarrista solista Antonio Pintori». Un anno dopo, quando la Sannia era ormai già famosa a livello nazionale, Casti ci riprovò e costituì un’altra band, niente meno che con il cantautore Piero Marras, altro giovane artista che, da lì a poco, avrebbe calcato le scene della musica pop e folk oltre i confini dell’isola. «Alla fine del ’66 incontrai Marras – continua Casti – che allora si chiamava Piero Salis ed era appena arrivato a Cagliari per intraprendere gli studi universitari. Suonava bene il pianoforte, per cui gli proposi di costituire insieme un nuovo gruppo. Accettò di buon grado e da lì per me ripartì una nuova avventura musicale con ‘The Nobles’, successivamente “ ‘I Nobili’».
Come mai la scelta di denominazioni “monarchiche”? Gruppi musicali esclusivi, da élite, o contestatori del potere? «Ci sembrava potesse dare prestigio alla band, niente di più. Per la denominazione successiva invece, solo un’inconscia prosecuzione del precedente nome a cui ero affezionato, nonché per la forte amicizia con Marisa a cui rimasi legato per anni. Col nuovo gruppo, cambiò completamente registro anche il genere musicale, orientato verso un tipo di musica considerata all’epoca “rivoluzionaria”, come quella di Jimi Hendrix, The Beatles, Rolling Stones, Joan Baez, Bob Dylan e di altri gruppi rock anche italiani». Per usare una sua citazione, ora “ha appeso la chitarra al chiodo”.
Ogni tanto la “rispolvera”? «Con familiari e amici, per far riemergere suoni e ricordi di quei bellissimi e irripetibili momenti del passato», risponde Roberto Casti, che di certo può vantare di aver segnato in modo indelebile, con il talento e anche le sue scelte, il percorso futuro di due artisti di fama internazionale.
Si sente di dare un suggerimento ai numerosi giovani del Medio Campidano che tentano di affacciarsi al mondo della musica? «Sì.Il futuro è nelle loro mani. Di quei giovani che vogliono raggiungere con tenacia risultati in qualsiasi campo, anche nella musica».

Marisa Putzolu

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