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Sa Corona Arrubia: proiezione del film “Il Vangelo secondo Precario”

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Al Consorzio Turistico Sa Corona Arrùbia, il 18 aprile alle 17, nella sala conferenze del Museo, sarà proiettato il film “Il Vangelo secondo Precario”, regia Stefano Obino. La manifestazione mira alla diffusione della cultura del lavoro in Sardegna attraverso la proposizione del film accompagnata da un incontro di approfondimento sul tema. Interverranno Gianni Loy, esperto di diritto del lavoro, e Antonello Zanda direttore della Cineteca Sarda di Cagliari. Gli interpreti del film sono Marina Remi, Elisa Valtolina, Giovanni De Giorgi, Davide Stecconi, Alioscia Viccaro, Giuseppe Materazzi, Alberto Bergamini, Gianluigi Colombo, Manuela Bosone, Stefano Cella, Lucilla Agosti. Realizzato grazie ad un processo di autoproduzione (letteralmente “prodotto dal basso”), il film racconta il mondo del lavoro di oggi, tra alienazione, degrado del rapporto professionale, svilimento delle capacità e delle competenze: in una parola, il precariato che in Italia è stato introdotto dal governo di sinistra e perfezionato da quello di destra, e che dovrebbe risultare più digeribile e indiscutibile perché alla legge che lo rende sistema ha lavorato un economista ammazzato da criminali terroristi. Il film rivela senza pudore tutte le limitazioni della produzione a basso costo, ma non è questo il suo problema principale. Si impone un tono leggero, moderno e scherzoso, con il risultato magari di azzeccare qualche gag ma con il rischio di non costruire un discorso serio sul problema. I personaggi rimangono macchiette buone per qualsiasi commedia all’italiana (e non: la bruttina sfigata, il carrierista cornuto, l’aspirante scrittore frustrato, ecc.) e l’ambientazione è limitata ad un precariato professionale ed intellettuale medio-alto, dimenticando centri commerciali e call center a favore di studi televisivi o legali. Il film è stato oggetto di attenzione in ambito politico e sindacale, affrontando in tema del precariato e della legge Biagi. Il segretario della Cgil di allora, Guglielmo Epifani, ha commentato così il film: «In questo titolo c’è un’assonanza con Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini. Perché intanto un santo? È una metafora della sacralità, perché la condizione di precario è considerata la condizione degli ultimi, nei quali però non c’è rassegnazione, piuttosto ansia di riscatto». All’evento hanno collaborato, la Società Umanitaria Cineteca Sarda di Cagliari e la Provincia del Medio Campidano. L’ingresso libero.

Saimen Piroddi

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