Cultura

Sa Pasca Manna di Cuglieri tra fede e tradizione

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di Antonio Obinu

La Settimana Santa in Sardegna è sinonimo di fede e tradizioni, manifestazioni di origine spagnola risalenti al 1600 che si combinano con i costumi e le usanze locali per dare vita ad uno spettacolo suggestivo che coinvolge l’intera popolazione. Vengono rievocati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, dal suo ingresso trionfale a Gerusalemme nella Domenica delle Palme alla notte dell’Ultima Cena sino alla Crocifissione ed alla sua Resurrezione. Tramandata da generazioni, ogni anno si ripete sempre con la medesima sacralità e partecipazione. Un ruolo fondamentale è quello svolto dalla Confraternite, organizzazioni religiose anch’esse di origine ispanica che sfilano nelle vie del paese vestiti con i loro caratteristici costumi accompagnati da Su Cuncordu, coro maschile a quattro voci che privi dell’accompagnamento musicale intonano canti religiosi della tradizione latina (Stabat Mater) e Sos Gosos.

Cuglieri. Interno della basilica Santa Maria della Neve

Tra le manifestazioni più importanti va sicuramente annoverata la Settimana Santa di Cuglieri, paese in provincia di Oristano tra i pendii del Montiferru e il mare della costa occidentale. Qui l’Arciconfraternita della Madonna delle Grazie e quella di Santa Croce insieme alla Confraternita del Carmelo, di S. Giovanni Battista e della SS. Vergine del Rosario organizzano le manifestazioni ripetendo gesti e riti conservati inalterati sino ai nostri giorni.
Tutto inizia la Domenica delle Palme, ma è il Giovedì Santo con la rievocazione dell’Ultima Cena in basilica che le cerimonie assumono il loro aspetto religioso più solenne e profondo. Infatti sebbene la morte di Gesù avvenga il Venerdì, terminata la celebrazione della Coena Domini durante la quale si assiste al Lavabo dei piedi e alla benedizione dei pani e dei pesci, vengono rivissuti i momenti successivi alla sua morte con la processione de Sas Chircas, durante la quale si accompagna la Madonna in processione nelle diverse chiese del paese alla ricerca suo corpo.
Il Venerdì mattina viene rievocata la Crocefissione, s’Ingravamentu, nella chiesa di Convento; da qui parte la processione verso la basilica preceduta da un penitente che porta a spalle sa contra rughe, un’altra croce in legno che farà da supporto a quella con cristo in croce. La sera al termine dell’omelia due confratelli che rappresentano le figure di Nicodemo e di Giuseppe D’Arimatea comandano la deposizione dalla croce del Cristo morto, s’Isgravamentu; il corpo viene disposto su una lettiga e con una processione solenne durante la quale il simulacro della Madonna è accompagnato dai cori dello Stabat Mater, si fa rientro alla chiesa di Convento. I canti sono l’unica voce a testimoniare il dolore e la disperazione del momento.

Cuglieri. Santa Maria della Neve.

Il sabato mattina tutte le confraternite accompagnano la Madonna ripetendo la cerimonia de Sas Chircas. La Domenica di Pasqua le statue del Cristo Risorto e della Madonna vengono portate in processione dalla chiesa di Santa Croce alla basilica di Santa Maria della Neve, la patrona del paese, dove avviene s’Incontru a chiudere tutte le manifestazioni della Settimana Santa che hanno visto come protagonista le vie di Cuglieri e i suoi abitanti. Valore aggiunto alle cerimonie è senza dubbio la basilica già menzionata, sicuramente la più prestigiosa e la più importante tra le varie chiese dove avvengono i riti religiosi: della sua esistenza si parla già in alcuni documenti del XV secolo e dal 1919 le è stato concesso il titolo di Basilica Romana Minore da Papa Benedetto XV. Eretta nel punto più alto del paese domina tutta la valle sottostante da Capo Marrargiu di Bosa sino alla punta di Capo Mannu e ancora più a Sud, nei giorni di maggiore visibilità.

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