Attualità Samassi

Samassi con le sue strade vuote piange il suo compaesano e lotta contro il Coronavirus

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La comunità di Samassi oggi si è stretta virtualmente attorno ad una famiglia di compaesani colpita duramente. Un compaesano amato da tutti è venuto a mancare in un periodo difficile per tutti. Un lutto che aggiunge tanta sofferenza alla dura prova alla quale è sottoposta la popolazione. Lo spiega in post il sindaco Enrico Pusceddu. “Oggi a Samassi avremmo dovuto celebrare la 33^ Sagra del carciofo, la nostra festa più grande. Una festa in cui le strade brulicano di visitatori e tutto il paese si mette orgogliosamente in mostra aprendo le porte delle proprie case a turisti ed amici.
Molti di noi avrebbero dovuto rincorrere per le campagne samassesi i propri bambini, sporchi di fango e ansiosi di ricevere la loro prima medaglia alla Marcialonga del carciofo.
Invece, oggi a Samassi ci sono le strade deserte come mai nella sua storia. C’è un silenzio surreale. Mi si spezza il cuore a vederlo così.
Oggi la nostra Proloco avrebbe dovuto celebrare anche l’ambìto premio ricevuto in Senato per la sua “Sagra di qualità”, tra le migliori d’Italia. Invece, si trova a piangere la scomparsa di uno dei suoi componenti storici, amato da tutti, deceduto pochi giorni fa e, apprendiamo dagli organi di stampa, inserito dalla Protezione civile nell’elenco delle vittime del maledetto Coronavirus.
Avremo tempo e modo di chiarire nelle sedi opportune le disfunzioni degli Enti preposti alla gestione dell’emergenza Covid-19, ora non è il tempo delle polemiche.
Èil tempo della razionalità e della determinazione.
Ora dobbiamo stringerci forte attorno al dolore della famiglia e di quanti soffrono maggiormente i mali di questa tragedia. Ricordiamoci, in ogni momento, che la malattia non può e non dev’essere una colpa per chi ne viene colpito. L’isolamento fiduciario o la quarantena non devono essere vissuti come drammi ma come misure precauzionali volte a garantire la salute di chi le attua e di tutti noi.
Sono tempi difficili, strazianti, sono orizzonti sconosciuti ma i samassesi, nella loro storia, hanno superato malaria, carestie, alluvioni e supereranno anche questa prova durissima. Torneremo più forti di prima.
Abbiate fiducia, non lasceremo nulla di intentato per tutelare la vostra salute. Diamoci una mano tutti insieme. Samassi non si arrende. Di Coronavirus si può guarire e, soprattutto ci si può non ammalare.
State a casa e, per quanto possibile, buona domenica a tutti voi”.

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