Attualità

Samassi, il generoso gesto della famiglia Trudu

Davide Trudu
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di Maurizio Onidi*
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L’amore è più forte del dolore (Papa Francesco)

La perdita di un congiunto e sempre un evento terribile, la morte di un figlio è contro natura e per una mamma una immane tragedia che crea un vuoto che nulla può colmare. Ci sono però persone straordinarie che anche in queste circostanze cercano di dare un senso al dolore straziante anteponendo a esso l’amore per il prossimo.

La famiglia di Ignazia Sanna ha autorizzato il prelievo degli organi del figlio Davide, un ragazzo estroverso, generoso, sempre disponibile e con tanta voglia di vivere, improvvisamente scomparso a 29 anni per un tragico incidente. Un grande gesto di altruismo nel momento più doloroso della loro vita.

Davide con la madre Ignazia

Ricordiamo il fatto. Nel primo pomeriggio del 16 maggio di quest’anno, a Samassi, Davide Trudu, a seguito di una caduta accidentale dal trattore, condotto da un suo amico, viene ricoverato in gravissime condizioni al Brotzu di Cagliari dove spirerà il giorno successivo. Gli organi espiantati sono stati trapiantati su cinque pazienti che grazie a questo gesto potranno continuare a vivere. Tutta la comunità samassese e non solo si è stretta attorno alla famiglia Trudu per manifestarle stima e ringraziarli per il nobile gesto. I social hanno fatto la loro parte e forse andando anche oltre. Ignazia Sanna a tale proposito, dalle colonne della Gazzetta del Medio Campidano, desidera fare alcune precisazioni in merito a notizie non rispondenti a verità, apparse su organi di stampa “Noi non abbiamo cercato e non cerchiamo alcun contatto con i parenti di coloro che hanno ricevuto gli organi di Davide, né tanto meno abbiamo accettato o siamo disponibili a proposte di partecipazione a trasmissioni televisive che ci sono state offerte. Chiediamo di rispettare il nostro dolore e la nostra privacy. Circa la possibilità futura di un possibile incontro con le persone che hanno ricevuto gli organi di mio figlio, sarà un problema che verrà valutato con il benestare preventivo dei psicologi che ci seguono e ci stanno aiutando in questo dolorosissimo momento”.

Come spesso registriamo, le lacune legislative rendono monche l’efficacia delle leggi stesse e in talune occasioni, contribuiscono ad aumentare il dolore dei familiari chiamati a prendere delle decisioni per il congiunto venuto a mancare, che in vita non abbia espresso alcun parere in merito al prelievo degli organi dopo il decesso. Per averne conferma vediamo la numero 91 del 1999, legge quadro sulle donazioni che sancisce tra l’altro la possibilità al maggiorenne di esprimere il consenso o dissenso a diventare donatore “post mortem” oltre a l’introduzione del “silenzio assenso” secondo cui se manca il diniego espresso, ogni defunto va considerato favorevole alla donazione di organi. Unico presupposto è che la persona in questione sia stata adeguatamente informata su come avviene il trapianto e quali sono gli effetti sul ricevente.

Quest’ultima norma , a vent’anni dall’entrata in vigore della legge, nonostante lo scorso agosto sia stato approvato uno dei decreti attuativi che dovrebbe “finalmente, si spera” rendere operativo “il principio del silenzio assenso”, di fatto non ha mai trovato applicazione per la mancanza dell’anagrafe nazionale degli assistiti che contenga i dati di tutti i cittadini e il sistema di notifica affinché tutti i maggiorenni possano essere informati dell’entrata in vigore della norma che possa consentire a chi vuole di  esimersi dalla donazione.

Anche all’interno della Chiesa cattolica, la donazione degli organi è stato per tanti anni un argomento molto dibattuto con diverse scuole di pensiero soprattutto sul criterio della morte cerebrale. Papa Francesco con il suo discorso nell’aprile 2019 ai rappresentanti dell’AIDO, ricevuti in udienza, indica con estrema chiarezza la strada da percorrere, promuovendo la cultura della donazione  “Gesù ha detto, che ogni cosa che abbiamo fatto a un fratello nel bisogno l’abbiamo fatta a Lui”. È importante, quindi, continua il Papa “promuovere una cultura della donazione che, attraverso l’informazione, la sensibilizzazione e il vostro costante e apprezzato impegno, favorisca questa offerta di una parte del proprio corpo, senza rischio o conseguenze sproporzionate, nella donazione da vivente, e di tutti gli organi dopo la propria morte”.

Alla luce di quanto appena considerato, attualmente chi volesse diventare donatore di organi e tessuti, può farlo in diverse modalità: in occasione del rinnovo della carta di identità; scaricando il tesserino blu del Ministero della Salute da custodire nel portafoglio, disponibile sul sito del Centro Nazionale Trapianti; comunicando la volontà alla propria Asl di appartenenza; iscrivendosi all’ Associazione Italiana per la Donazione di Organi, tessuti e cellule (Aido); riportando la propria volontà su un foglio bianco, firmarla, datarla e tenerla nel portafoglio; compilando una delle donor card distribuite dalle associazioni di settore e ricordarsi di metterla nel portafoglio.

Ignazia Sanna

Le espressioni di volontà rilasciate all’Asl, al Comune e all’Aido sono registrate nel Sistema Informativo Trapianti (SIT), il database del Ministero della Salute che viene consultato dai medici per verificare se il potenziale donatore aveva reso in vita una dichiarazione di volontà. Secondo la nostra legge, si può cambiare idea sulla donazione in qualsiasi momento perché ai fini della donazione fa fede l’ultima espressione resa in ordine temporale. È opportuno che i propri cari siano informati della decisione presa.

La donazione è un atto volontario, consapevole, anonimo e gratuito. La manifestazione della volontà non è obbligatoria nel nostro Paese.

Non ci sono limiti di età per la donazione degli organi fatta eccezione per il cuore che prevede per il donatore un’età non superiore ai sessanta anni. Entrando ancora più nello specifico ci sono delle donazioni che si possono fare solo da vivente, quali le cellule emopoietiche (midollo osseo, sangue periferico, sangue cordonale); donazioni anche da vivente come il fegato, reni tessuti muscolo-scheletrici (cartilagini, tendini) e infine quelle che possono essere effettuate solo dopo il decesso, cuore, polmoni, pancreas, intestino per quanto riguarda gli organi mentre per i tessuti le donazioni riguardano quelli oculare, cardiovascolare, cutaneo, osseo, membrana amniotica.

In attesa che l’iter burocratico della legge sulle donazioni trovi completa applicazione, si ripetono i gesti di generosità e altruismo come quello compiuto da Ignazia Sanna e dai suoi figli nel momento più doloroso quando ”l’amore ha prevalso sul dolore”.  «La generosità, la disponibilità e la disinteressata solidarietà verso il prossimo erano alla base dell’essere di Davide e la condivisione di questi sentimenti ci hanno convinto a donare i suoi organi», commenta con un filo di voce mamma Ignazia.

*donatore Aido dal 28.4.1980

 

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