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Attualità

San Gavino, il cinema Olimpia diventerà un museo dell’immagine e delle arti visuali

Giorgio Senis
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di Gian Luigi Pittau
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Per più di 50 anni ha fatto la storia del paese e ha portato il grande schermo a San Gavino Monreale con una sala di oltre 500 posti quasi sempre piena all’angolo tra via Roma e viale Trieste. Così l’agricoltore Silvio Senis nel lontano 1928 in pieno periodo fascista aveva deciso di aprire un cinema, la cui attività è stata portata avanti da nipoti e pronipoti fino al primi anni Ottanta. E ora un ricco patrimonio, formato da 751 documenti tra manifesti, locandine di film, ha ottenuto il vincolo dal ministero per i beni e le attività culturali ed è custodito da Giorgio Senis, 63 anni, nipote di nonno Silvio, che ha già realizzato una mostra facendo una scelta tra foto storiche e manifesti del film, ma l’ambizione è molto più grande: «In questi lunghi decenni ho custodito questo ricco patrimonio che va sotto il nome di collezione Senis e ora il mio obiettivo è quello di creare il primo museo dell’immagine e delle arti visuali in Sardegna. Con tutto il materiale in mio possesso è possibile rivivere i luoghi e le persone di San Gavino Monreale negli stessi anni (50-80) e capire come le immagini cinematografiche dell’epoca, abbiano forgiato i gusti ed i comportamenti della Comunità».

Il tempo sembra essersi fermato nella storica sala cinematografica e ancora oggi percorrendo gli scalini è possibile salire alla cabina di proiezione che dà sulla sala: «Avevo solo 10 anni – racconta con emozione Giorgio Senis – quando caricavo la pellicola per i film in proiezione e per me era qualcosa di magico, mi sentivo importante. All’inizio le proiezioni erano all’aperto, ma poi venne realizzata la copertura che ha portato alla struttura attuale.  La chiusura del cinema fu dovuta principalmente alla nascita delle tv private che proiettavano dopo poco tempo i film presenti nella nostra e in altre sale cinematografiche. Abbiamo conservato il proiettore Victoria V, usato dal nuovo cinema Paradiso».

 

Poi negli anni Ottanta arriva la chiusura del cinema Olimpia: «Abbiamo aperto una discoteca – aggiunge Giorgio Senis –  che è rimasta aperta fino agli anni Novanta. Ora vogliamo portare avanti un progetto ambizioso e stiamo cercando l’aiuto di privati o di fondazioni che abbiano a cuore questo patrimonio. Il nostro cinema ha fatto la storia di San Gavino e ha introdotto anche nuovi modelli culturali con i film americani e non solo, che hanno contribuito a modernizzare la nostra cittadina. Da poco ho comprato da un cinema di Ghilarza un proiettore che voglio rimettere in funzione».

Il progetto della Collezione Senis è stato sposato dal napoletano Guido Cabid, che da anni vive in Sardegna, 67 anni curatore di mostre e direttore di importanti gallerie d’arte a Roma, Milano  e  Napoli: «Il recupero dell’immobile consentirebbe alla comunità di San Gavino Monreale e a tutto il Medio Campidano  di acquisire un contenitore culturale, con una collezione unica in Sardegna, con una serie di spazi polifunzionali in grado di ospitare diverse attività con valenza sociale e culturale, nelle forme del cinema, video, fotografia, performance, con  book shop, sale proiezione,  archivio, biblioteca, laboratorio di restauro come in tutti i Musei del mondo. Uno degli obiettivi principali del progetto è la valorizzazione della memoria storica del ruolo sociale che tale struttura ha svolto in passato per questa comunità. La raccolta così gelosamente custodita dalla famiglia costituisce, infatti, l’attestazione materiale del lungo arco di tempo in cui il cinema ha costituito per la comunità di San Gavino Monreale un luogo privilegiato di aggregazione e socializzazione, rivestendo un innegabile valore demoetnoantropologico».

RIPRODUZIONE RISERVATA
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