Economia & Lavoro

San Gavino, il coraggio dei giovani imprenditori locali: crearsi un lavoro per non emigrare

New Barket Cafè
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di Gian Luigi Pittau
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Investire nel proprio paese per evitare la strada dell’emigrazione e costruirsi un posto di lavoro.
È questa la strada intrapresa da diversi giovani del paese che, nonostante il periodo di pandemia che ha portato alla chiusura e alla crisi di diverse attività imprenditoriali, hanno deciso di non piangersi addosso e di mettersi in gioco.
Così in piazza Marconi ha riaperto  i battenti il bar storico, che ora ha assunto il nome di “New Barket Cafè”, per iniziativa di Enrico Ennas, (32 anni) e delle sorelle Roberta (30 anni) e Silvia Zorcolo (23): “Ci siamo messi in gioco – spiega quest’ultima – per crearci un’opportunità di lavoro senza dover emigrare, decisiva è stata anche la scelta della posizione nel cuore del paese. Tantissimi amici ci hanno incoraggiato in questa scelta”.

Fabio Serra e Alessandro Casula

Non lontano riprende a battere il cuore della vecchia stazione con un nuovo segno di speranza dato dall’apertura di una nuova attività (un cocktail, american bar) in piazza Battisti gestita da Fabio Serra, 26 anni, e Alessandro Casula, 35 anni, rientrato a San Gavino dopo diversi anni trascorsi all’estero per lavoro. “In passato – racconta Fabio Serra – ho lavorato nei campi per un’azienda risicola di San Gavino, poi in un bar e negli ultimi anni mi sono specializzato nel settore anche con alcuni corsi. Poi dall’incontro con Alessandro abbiamo deciso di investire i nostri risparmi ristrutturando e comprando gli arredi del locale”. Alessandro Casula ha le idee chiare: “Sono un ragioniere, per 10 anni ho lavorato in uno studio di un consulente del lavoro. Poi ho deciso di cambiare vita e nel 2014 sono partito a Parigi dove per anni ho lavorato in diversi caffè e mi sono specializzato fino a diventare “bar manager”. Nel 2019 sono rientrato in Sardegna e abbiamo deciso di intraprendere questa scommessa in una zona del paese carica di significato. Il nome dell’attività  “Quetzal” indica un uccello sudamericano (ha dei legami anche con la cultura dei Maya) sulla base del suo colore abbiamo arredato il locale che è stato ristrutturato completamente. Speriamo in un rilancio di questa zona del paese: sono in corso i lavori  per la realizzazione della nuova piazza e della ex biglietteria”.

Fabrizio Pani

Si affaccia sempre sulla piazza della vecchia stazione il salone del parrucchiere Fabrizio Pani, 33 anni: “Lavoro da 5 anni in questa zona del paese, abbiamo riaperto l’attività al termine del periodo di chiusura forzata”.

Lo scorso anno le attività commerciali di nuova apertura sono state 22 mentre le cessazioni sono state 18 come rimarca l’assessora al commercio Silvia Mamusa: “Un dato positivo e incoraggiante, soprattutto se unito alle nuove aperture del 2020 e se rapportato al periodo difficilissimo che abbiamo tutti attraversato a causa del Covid-19. Ora si riprova a ripartire con coraggio e la giusta cautela”.

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