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Attualità

San Gavino Monreale, venerdì si ripete il rito de “Su Scravamentu”

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di Gian Luigi Pittau
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Fede e tradizione nei riti della settimana santa in tutti paesi del Campidano e della Marmilla. Uno dei riti più suggestivi sarà messo in scena il venerdì santo alle 18.30 a San Gavino Monreale nella chiesa di Santa Chiara (nella foto dell’archivio storico Altea). Si ripete da oltre trecento anni, senza aver avuto mai nessuna interruzione, la sacra rappresentazione de “Su Scravamentu”, uno di quei momenti che esprime la fede e la devozione di tutta la comunità sangavinese. E quest’antica tradizione si concretizzerà anche quest’anno nella sera del venerdì santo, quando, sotto gli occhi delle centinaia di fedeli, che affolleranno la chiesa di Santa Chiara, il Cristo verrà calato dalla croce. “Su Scravamentu” è testimoniato in diversi centri della Sardegna, ma a San Gavino questa sacra rappresentazione si è conservata inalterata nei secoli e neppure la guerra è riuscita ad interromperla. Basti pensare che la stessa croce del Cristo, utilizzata ancora oggi nel rito è stata costruita nel 1745 e lo stesso Cristo risale alla prima metà del Settecento. Parlare de “Su Scravamentu” e del suo percorso storico significa ripercorrere le più antiche tradizioni della cittadina sangavinese. La gente vive con devozione questo momento, e sono tanti i fedeli dei vicini paesi che vengono a San Gavino per veder rivivere e partecipare all’antico rito.

Il Venerdì Santo in tarda mattinata i confratelli portano il Cristo crocifisso e la grande Croce dalla chiesetta di Santa Croce a Santa Chiara. Il pomeriggio viene montato il palco, che servirà per la messa in scena e predicazione de “Su Scravamentu”: al centro il Cristo con un grande lenzuolo su entrambi i lati della croce, dietro sono sistemate due scale. Da una parte vicino al pulpito viene posta l’effigie della Madonna Addolorata vestita di nero. Il palco è circondato da angioletti, mentre due ragazzi, con abbondante capigliatura e aureola dorata, rappresentano San Giovanni e la Maddalena. Alla fine del rito i confratelli di Santa Croce, accompagnati dal sacerdote e dai presenti, portano in processione il Cristo nella chiesetta di Santa Croce.

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