Economia & Lavoro

San Gavino, paese di informatici e di talenti

Antonio Pascalis
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di Gian Luigi Pittau

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Non importa più il luogo per poter lavorare. Per Internet e il mondo delle nuove tecnologie San Gavino Monreale, Roma, Parigi, New York sono sullo stesso piano.
L’importante è avere una connessione veloce e un computer: lo dimostrano le esperienze di alcuni sangavinesi che operano nel campo dell’informatica.

È il caso di Giulia Figus, 26 anni, che lavora a Cagliari in “Accenture”, un’azienda di consulenza informatica: «Lavoro da tre anni e mezzo per la programmazione di portali per la pubblica amministrazione e di altri settori. Studiare linguaggi di programmazione è un lavoro che mi appassiona e vi è una richiesta continua di informatici e molte aziende puntano sulla componente femminile. Da marzo lavoro a casa in smart working».

Antonio Pascalis, 54 anni, è stato definito dal patron di Tiscali Renato Soru uno dei migliori web master d’Italia: «Mi sono diplomato al liceo scientifico di San Gavino e mi sono subito appassionato d’informatica quando da militare a Teulada dovevo raccogliere i dati di tutta la truppa con i primi computer nel 1990. È nato subito un amore incredibile e sono stato assunto nel 1994 da Video on line che poi è stata acquisita da Telecom. Poi sono stato assunto a Tiscali con una parentesi per la gestione dei siti della Regione dal 2004 al 2009. Ora lavoro a Fastweb nella sede di Sa illetta. Nel lavoro di informatico bisogna sempre mettersi in gioco, avere molta passione e voglia di imparare. Il confronto è fondamentale: ora mi occupo anche delle linee guida per i siti dei Comuni italiani, uno dei primi a recepirle è stato quello di Cagliari. Le possibilità di lavoro sono tantissime».

Giovanni Arixi

Giovanni Arixi è un perito informatico di 39 anni, definito il mago delle app: «Ho iniziato subito dopo il diploma a Tiscali e dal 2012 ho una mia società nel settore “Cuoriilabs”, specializzata in soluzioni web, che ha sede a San Gavino Monreale. Sono dipendente di una società sarda specializzata in software, siti e app. Ho partecipato allo sviluppo delle piattaforme dei siti di Donna Moderna, Vanity Fair, Vogue, ho creato le app per Ipad della casa editrice Riza. Nel settore si possono creare nuovi posti di lavoro: il mercato è molto attivo. Lo svantaggio della Sardegna è lo stipendio molto più basso che altrove, negli Usa il reddito annuale di uno sviluppatore è superiore ai 100mila dollari all’anno.  La passione personale e la curiosità sono fondamentali».

Walter Piras

È a capo dell’azienda Atlas, che si occupa di Ideare e Sviluppare Software Gestionali in grado di Automatizzare i processi amministrativi, il sangavinese Walter Piras, 42 anni: «Oggi la società conta oltre 700 clienti con più di 37.000 utenti online giornalieri in tutta Italia. Ho fondato Atlas sotto forma di Start-up Innovativa, con l’esigenza di promuovere e far crescere il ramo dedicato allo sviluppo software, da qui lo sviluppo di decine di app per il web tra le quali “CimiteroInCloud”, che serve per la gestione dei servizi cimiteriali e le app nate in questo periodo per evitare gli assembramenti e gestire gli accessi in luoghi come parchi, spiagge e chiese».

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