RUBRICA San Gavino Monreale STORIA LOCALE

Santu ‘Engiu ariseu e oi, brevi cenni storici sulla chiesa di Santa Croce

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di Lorenzo Argiolas

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La piccola chiesa di Santa Croce sorge al centro di San Gavino, tra la Via Monreale (sa bia Manna) e la via ad essa intitolata, a poche centinaia di metri dalla Chiesa Parrocchiale di Santa Chiara. Fu edificata nella prima metà del XVI secolo, il baricentro del villaggio andava spostandosi e la popolazione andava sempre più espandendosi verso Occidente. Ma sono pochi i documenti e le pubblicazioni che permettono di ricostruire la storia dell’edificio. Sappiamo già che nel 1922 la sacrestia della chiesa di Santa Chiara fu travolta da un incendio che distrusse buona parte dell’archivio. A venirci incontro nella ricostruzione della storia del paese è il canonico Porru, col suo manoscritto del 1850, che ci offre alcuni dettagli sull’antica chiesa come quello legato alla presenza di un piccolo cimitero. Si tratta del secondo a San Gavino oltre a quello già esistente nell’area della chiesetta di San Gavino Martire.

Diverse sono le ipotesi che ruotano intorno alle vicende storiche della Chiesa di Santa Croce: alcuni ipotizzano fosse una sinagoga, in quanto era uso intitolare a Santa Croce le sinagoghe riconvertite al culto cristiano. La tesi è avvalorata da testimonianze secondo cui durante i lavori di restauro siano state rinvenute le tracce di due entrate: come nelle sinagoghe. Il tutto desta diverse perplessità poiché pare improbabile la presenza di una comunità ebraica a San Gavino prima del 1492.

Nella chiesa, oltre alle mura molto antiche, sono custodite numerose opere meritevoli di attenzione, quali il Cristo utilizzato durante “Su Scravamentu” il venerdì santo, poggiato su una croce in ginepro realizzata da Francesco Melis nel 1745 e due importanti statue: una della Madonna della Pietà, del 1818, ed una del Cristo Risorto, restaurata intorno al 1920 che ogni anno, per Pasqua, viene condotta in processione per “S’Incontru”. Sono inoltre presenti altre due statue, quella di San Narcisio e quella di San Sisinnio. Quest’ultima desta non pochi dubbi, visto che il culto del santo non è particolarmente diffuso a San Gavino ma a Villacidro. Diversi studiosi sostengono che sia “Su Santu cun su pibitziri”, in quanto la statua del santo, secondo la credenza popolare, ha in una mano quella che sembrava una cavalletta, ma in realtà è una spiga di grano. Pare sia un ex voto per combattere un’invasione di cavallette donato da un villacidrese trasferitosi a San Gavino.

Ma per capire l’importanza della piccola chiesetta nella cultura sangavinese bisogna necessariamente conoscere anche la Confraternita ad essa legata. La Confraternita di Santa Croce, infatti, sembrerebbe essere la più antica del paese.  In antichità aveva l’onore di custodire e coltivare le terre, frutto di donazioni, i cui proventi andavano alla chiesa di Santa Chiara.  I confratelli praticavano inoltre una sorta di mutuo soccorso in favore degli appartenenti all’ordine meno abbienti.  I membri della Confraternita erano soliti accompagnare i defunti durante i funerali e richiamavano l’attenzione di tutti nell’ultimo saluto allo scomparso. La Confraternita ha coltivato nel tempo alcune importanti tradizioni locali come in occasione del venerdì santo, per “Su Scravamentu”.

Oggi la Confraternita è l’unica ancora esistente, seppur i suoi compiti siano notevolmente ridimensionati, secondo una tradizione che vede i confratelli tramandarsi quest’antica usanza di generazione in generazione.

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