Attualità

Sardara, Angelo Mascia: “Servono interventi per valorizzare l’area delle terme e del castello”

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di Gian Luigi Pittau

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 Un invito accorato per chiedere una valorizzazione dell’area termale in un momento in cui il nome di Sardara diventa sinonimo di pranzi conviviali fatti in barba alle norme anticontagio.
È questo l’appello che Angelo Mascia, sindaco di Sardara dal 1991 al 2001, rivolge al presidente della Regione Christian Solinas e al presidente del consiglio regionale Michele Pais: “il ‘Pranzo di Sardara’, messo giustamente in grande evidenza dall’Unione Sarda, è stato ripreso da gran parte dei giornali nazionali ed è diventato un tormentone sui social. «Come tutti i Sardaresi – rimarca l’ex primo cittadino – sono anch’io indignato. Sardara non è identificabile come un luogo in cui si mangia a sbafo senza il rispetto delle regole. Sardara è il paese dell’accoglienza e ha il più alto numero di posti letto tra i comuni sardi non costieri».
«Le nostre terme sono conosciute e documentate – prosegue Angelo Mascia – sin dai tempi più remoti
e qui nel 1336 morì il giudice Ugone II, padre di Mariano IV e nonno di Eleonora d’Arborea. Anche nei secoli difficili della dominazione spagnola, i sardi andavano a ‘los baños de Sardara’ per curare ogni sorta di malattia. Nel 1800 il vicerè Carlo Felice e il re Carlo Emanuele IV seguirono personalmente le vicende delle terme di Sardara, inviando diverse lettere al podatario del marchese di Quirra per invitarlo a restaurare i bagni. Con l’abolizione del feudalesimo le sorgenti termali furono riscattate a caro prezzo, ma finalmente diventarono patrimonio del Comune e nel 1839 iniziò il lungo cammino per la realizzazione delle nuove terme».

Angelo Mascia evidenzia come oggi alla comunità di Sardara interessi la valorizzazione delle terme e del paese con il suo splendido centro storico, con il suo tempio nuragico, con il suo museo archeologico: «Tutto questo per creare posti di lavoro e rilanciare la nostra economia. Prima che il Covid lo mettesse in ginocchio, il settore termale era in crescita. Quando la pandemia sarà finalmente finita, la voglia di relax, la possibilità di dedicarsi al benessere e alla cura del corpo e di godere delle bellezze naturali e dei beni culturali dei nostri territori, le terme saranno un punto di ripartenza per il comparto turistico sardo. Con i consistenti fondi europei del Recovery Plan la Sardegna avrà a disposizione una grande opportunità per fare delle Terme di Sardara e degli altri centri termali sardi un volano per la destagionalizzazione turistica e per la valorizzazione delle aree interne. Occorre però che la politica sarda, a tutti i livelli istituzionali, affronti seriamente il problema di valorizzare una risorsa che non è solo di Sardara, ma della Sardegna intera».risorsa che non è solo di Sardara, ma della Sardegna intera».

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