Cultura

Sardegna terra di magia e mistero

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Con l’andare degli anni, le scienze e la medicina che si evolvono e la tecnologia che prende sempre più spazio nelle nostre vite,  siamo portati a pensare che i rimedi popolari, gli amuleti di protezione, le cure a base di erbe, rituali e parole magiche, siano ormai solo un lontano ricordo legato al passato. La Sardegna è però un mondo a parte. Il tempi moderni ancora faticano ad avere il predominio sulla cultura, la fede e le usanze nate in un’epoca lontana. Nonostante i conquistatori, nonostante i tentativi della Chiesa di demonizzare ciò che non poteva accettare, la Sardegna continua ad essere una Terra di magia e  mistero.

2 Tanti sono i rituali antichi che hanno sconfitto il tempo, arrivando sino ai nostri giorni. Alcuni, per poter continuare il loro cammino, hanno dovuto spesso fondendosi con santi e preghiere, adeguandosi e trasformandosi per non dare disturbo al culto dominante. A sa mexina de s’ogu, praticata nell’isola da tempo immemorabile , agli antichi brebus pagani vennero aggiunte croci e preghiere e, nonostante la Chiesa critichi e rimproveri aspramente chi la pratica, tutt’oggi è usata per scacciare il malocchio. In tanti sono convinti  sia un rimedio efficacissimo e continuano a chiedere aiuto e cure a chi la conosce ed è “abilitato” a farla. Anche i talismani sono molto diffusi e accompagnano le persone nella loro vita quotidiana. Fino a qualche tempo fa erano finiti un po’ nel dimenticatoio, ma negli ultimi anni, complici  artigiani,  hobbisti e venditori ambulanti che li espongono e vendono durante  feste e sagre di paese, sono stati riscoperti e sono apprezzati anche dai giovani.

3 I loro nomi spesso cambiano da paese a paese, ma la funzione e l’aspetto restano quelle dei tempi antichi. Su coccu, per esempio è conosciuto da tanti come sa sabegia o Pinnadellu. E’ una pietra dura (onice, ossidiana, corallo, turchese) incastonata nell’argento e viene usata come pendente di braccialetti, orecchini e collane. Ha la funzione di proteggere dalle maledizioni e dall’invidia, assorbendo la negatività e spezzandosi quando ne è completamente carica. A Serramanna ancora in molti custodiscono gelosamente su scapolariu. E’ un sacchetto di tela cucito con cura e che al suo interno contiene oggetti di vario tipo: erbe, preghiere, conchiglie, medagliette, sassolini, piccole ossa di animali. Lo scopo del talismano è quello di  proteggere chi lo possiede. Non può assolutamente essere aperto, non deve mai essere venduto, ma solo donato. Si porta addosso, cucito ai vestiti o in tasca, oppure si tiene in camera da letto, sotto il cuscino o dentro ad un cassetto. In altri paesi questi antichi sacchetti magici sono conosciuti con numerosi altri nomi: pungas, scrittus, retzettas.

5 Un’altra protezione ancora molto usata è il sonaglietto.  Pare che in antichità servisse per difendere i neonati: venivano messi nelle culle, accanto ai bambini ed il loro tintinnio scacciava demoni, streghe invidia e negatività varie. Per i neonati, però, ci sono anche altri accorgimenti che sono arrivati fino ai nostri giorni: se qualcuno guarda o ammira troppo il bambino, occorre che lo tocchi per non prenderlo d’occhio. Appena questa persona non guarda, la mamma del piccolo deve sputare tre volte, ed il pericolo è scampato. E’ inutile, nonostante l’uomo con le sue scoperte abbia raggiunto mete impensabili, la Sardegna dei nostri avi è legata in maniera indelebile alle nostre vite e  continua a far parte dei nostri giorni con la sua eredità di  rituali, scongiuri, talismani e ed amuleti. Non possiamo sapere se siano veramente magici oppure no ma, visto che non fanno male, si può sempre tenerne uno a portata di mano nell’eventualità che funzioni davvero!

Francesca Murgia

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