Attualità

Senorbì: Giuseppe Lisci, una vita al volante

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di Giovanni Contu

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Giuseppe Lisci, classe 1932 ha cominciato come dipendente negli anni Cinquanta, camionista per conto dell’azienda Cara di Guasila – suo paese di origine – e nella vicina Di Penta; poi l’attività in proprio.
Sposato nel 1960, da allora la famiglia è rimasta a Senorbi.
L’impresa prosegue ancora oggi con la presenza del figlio.

L’attività del “noleggio da piazza” venne avviata nel 1956 e si è protratta per quasi un quarto di secolo.
A bordo di una Fiat 1400, la sua prima auto per il servizio di noleggio da Senorbì a Cagliari, ha accompagnato generazioni di pendolari.
Il tragitto, partenza da casa, prevedeva l’arrivo nei pressi di piazza Yenne. Generazioni di pendolari, commercianti, persone che dovevano raggiungere la città per visite mediche o disbrigo pratiche negli uffici, studenti, hanno viaggiato con lui in quasi trent’anni di attività.
Il 1976 vede l’apertura dell’autosalone Fiat.
Nel 1989 venne acquistato il primo autobus da noleggio per i viaggi di linea.
Nel 1994 ha rilevato la linea verso il Medio Campidano, Sanluri e San Gavino.
La linea estiva balneare, dalla Trexenta verso il Poetto, è cominciata nel 2000.
Gli inizi e il primo periodo sono stati in salita perché poche erano le comodità ma tante le prospettive per il futuro.
C’era tutto da costruire ma si lavorava in modo molto più facile.
Si viaggiava anche per le feste, si faceva la spola, anche per cinque, sei volte, con la vettura carica e via.
Non c’era la burocrazia opprimente e comunque, per tutte le attività commerciali e artigiane – ci conferma, laddove ve ne fosse ancora bisogno – i margini di autonomia erano maggiori e i controlli più tolleranti di quanto lo siano adesso.
Oggi vive l’età della pensione in compagnia della moglie Antonietta, 80 anni compiuti e dei nipoti.
Del mestiere di camionista ricorda la giovinezza. «Si lavorava durante la stagione delle bietole, che trasportavo a Villasor e Oristano. Fino a quando non avevo la patente, e anche dopo, sistemavo la merce – ci dice ma si considera assolutamente soddisfatto per il proprio lavoro di noleggista. Ha avuto il privilegio, non comune, che la sua professione fosse esattamente quella che aveva sempre desiderato – Mi è capitata l’offerta di un lavoro – prosegue con orgoglio – come autista in Regione ma ho rifiutato e sono contento così.
«Io lo aiutavo – aggiunge la moglie – quando potevo. Capitava che si dimenticasse qualcosa, lui oppure qualcuno dei passeggeri e quindi lo raggiungevo in città».
Dei due figli, Marco ha proseguito nell’autosalone, oggi diventato multimarche mentre Domenico, dal 1997 segue il settore viaggi in autobus nell’impresa che porta sempre il suo cognome.

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