Attualità

Serrenti e i suoi tronchi di pietra

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di Fulvio Tocco  

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I trochi fossili raccontano la storia delle campagne del Campidano d’altri tempi.
Questi, in varie località dell’agro di Serrenti, sono stati individuati, raccolti e custoditi.
Le autorità competenti sono state mese al corrente da parte dei possessori.
Ci sono delle persone che hanno una naturale predisposizione per individuare i fossili subito dopo particolari eventi atmosferici.
Hanno l’occhio talmente allenato che riescono ad individuare ciò che rilascia il terreno dopo essere ripulito dalle piogge abbondanti.
Ovviamente per poterlo fare, oltre essere capaci e ingegnosi, non bisogna essere pigri perché è necessario mettersi in camino subito dopo che cessano gli acquazzoni.

Mario Floris

Uno dei più noti ricercatori di questi fossili è Mario Floris che ha coltivato questa passione sin da ragazzo. Ora possiede dei reperti di grande interesse.
È suo il pezzo giallastro che assomiglia ad un tronco di melograno appena ripulito dalla corteccia; è un fossile di straordinaria bellezza.
Le aree di ritrovamento, riferisce Mario Floris, sono diverse.
“Io di “tronchi di pietra” ne ho trovato in località “Serra Pulixi”; in località “Monti Ollastu” e nei “Mraxisi de stai”. Per individuarli non ho scavato sul terreno, gli ho semplicemente rinvenuti mentre passeggiavo in campagna per capire come stanno scomparendo le lepri e i conigli”.

Efisio Scodina

Ai ritrovamenti di Mario Floris si aggiungono quelli di Efisio Scodina, un altro serrentese che conosce molto bene la campagna.
Secondo la volontà dei predetti personaggi i reperti da loro rinvenuti potrebbero essere messi in bella mostra in una sorta di piccolo museo comunale.
Con le informazioni di Efisio Scodina crescono le aree di ritrovamento che si allargano a: “Is Coras”, ai confini dell’agro di Villagreca a “Monti Angurdu”.
Ma l’areale interessato sembra essere molto più vasto e a maggior ragione servirebbe uno studio sistematico.
La bellezza dei pezzi di legno divenuti pietra ci stimolano a studiare la campagna serrentese anche oltre le attività del settore primario: quello agricolo e quello di cava.

Marco Puddu

Non siamo di fronte a una foresta pietrificata da visitare.
Ma alla pari di altre zone della Sardegna Serrenti ha dei tronchi fossili risalenti a circa 20 milioni di anni fa.
La particolarità dei reperti individuati sta nelle dimensioni dei tronchi pietrificati, che si presentano anche superiori ai 20 centimetri di diametro.
Per il momento Serrenti non dispone di un luogo per mettere in mostra questi fossili.
Però grazie ai ritrovamenti di questi serrentesi di buona volontà è da valutare la possibilità di individuare uno spazio per dare vita ad un piccolo museo paleontologico.
Uno spazio dedicato a questi “gioielli” della terra potrebbe tornare utile anche per far rientrare in paese, per essere osservati da tutti, i reperti che a suo tempo sono stati rinvenuti mentre si eseguivano i lavori della SS 131 e quelli sequestrati a Marco Puddu, finiti nel buio di un magazzino nella città di Nuoro.

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