Attualità

Serrenti, la sagra del fico d’india nel segno della ripartenza

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di Antonio Obinu

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La seconda Sagra del Fico d’India, voluta dal Comune di Serrenti d’intesa con l’Agenzia Agris, i produttori di Villacidro, Serrenti, Dolianova, Sardara, Serramanna e dai novizi di San Sperate e Pula, si è tenuta nella splendida cornice del Parco comunale.
“Al Parco” c’è spazio per accogliere i visitatori in sicurezza: i tavoli dei produttori sono stati posizionati a circa 5 metri l’uno dall’altro.
«In periodo di Covid un impegno organizzativo non indifferente, che ha consentito di regolare la sagra senza sottovalutare il distanziamento tra i tavoli dei produttori. Il responsabile del Parco Gianluigi Frau, in quanto a sicurezza e distanziamenti, ha osservato quanto disposto dalle “linee guida», ha evidenziato Fulvio Tocco dell’Agenzia Agris. «Organizzare la sagra», ha evidenziato Fulvio Tocco, «è stata una scelta coraggiosa perché non era facile imbarcarsi in questa impresa. È stata tra le poche iniziative che si sono svolte in Sardegna per dare un segnale di speranza ai produttori di fico d’india».
Un segnale che in futuro potrà estendersi anche ai produttori di microfiliera in generale.

È stato sindaco Leo Talloru a inaugurare la sagra evidenziando l’attenzione del Comune di Serrenti verso i produttori del Campidano per la valorizzazione del fico d’india, un frutto ecosostenibile, di alta qualità e a elevato valore aggiunto. Le condizioni pedo-climatiche del territorio favoriscono la coltivazione e diffusione dei fichi d’india da reddito innescando un processo di bonifica dei terreni incolti.

«La Sagra rappresenta un’occasione per poter valorizzare le potenzialità di un prodotto che può apportare ulteriore sviluppo nella nostra isola», hanno affermato i produttori Silvia Melis, Spartaco Atzeni e Carla Orrù.
Le diverse varietà dei fichi d’India, presenti nelle aziende dell’Agenzia Agris, sono state presentate, come ormai avviene in ogni incontro tecnico, da Martino Muntoni.

I produttori hanno esposto i loro frutti come un momento di speranza per un futuro migliore.
«La Sagra», ha concluso Fulvio Tocco, «è considerata una manifestazione importante per promuovere questo buonissimo frutto con la speranza che la prossima sia sempre più attrattiva a livello turistico; questo ruolo promozionale diventa ancora più importante nel momento in cui le attività economiche devono essere rilanciate dopo i gravi problemi causati dalla pandemia».

 

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