Il Personaggio

Siddi: Lorella Puggioni, un’operatrice socio sanitaria al servizio degli anziani

Lorella Puggioni
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A cura di Fulvio Tocco
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Il suo nome è Lorella, la sua vita professionale è configurabile più come una missione a sostegno dei più deboli e soli che come un impiego per percepire una rimunerazione mensile. Attualmente, dopo diverse precedenti esperienze in altri piccoli centri della Sardegna, svolge l’attività di operatore socio sanitario (oss) nella “Casa degli ulivi secolari”, residenza per anziani, struttura di proprietà del comune di Siddi e gestita dalla cooperativa “Piccola Parigi” di Buggerru. La figura dell’operatore socio sanitario (oss), considerato il continuo invecchiamento della popolazione e la riduzione della capacità assistenziale delle famiglie, ha ormai una funzione essenziale nella collettività isolana. Per Lorella, prendersi cura degli anziani, oltre ad adempiere al senso del dovere, è un gesto dettato dall’amore verso i più deboli: peculiarità, che oltre a farle onore, caratterizza, da lunga data, la rinomata “struttura” del piccolo centro della Marmilla.

PROEMIO

Mi sono avvicinata all’assistenza delle persone in difficoltà dopo essermi occupata, per un breve periodo, di un bambino in una piccola frazione del comune di Oristano; ma anche dopo che ho garantito l’assistenza ad un altro bambino cerebroleso nella scuola materna di Sini. Successivamente a Sanluri Stato ho dato una mano per prestare assistenza ad una malata di Sla. Queste prime esperienze sono state determinanti per intraprendere questa professione. Questo a dimostrazione che la motivazione è il motore delle nostre azioni, la spinta che nella vita ci porta a raggiungere determinati obiettivi. Alla prima occasione utile, nell’anno 2013, ho partecipato ad un corso di formazione regionale per la qualifica professionale di operatore socio sanitario. Durante il corso ho conosciuto la buonanima di Leonardo Mameli, il suo insegnamento mi è stato utilissimo anche successivamente. Ricordo che alla fine del corso ci diede la sua disponibilità per aiutarci in caso di bisogno. Una figura d’ altri tempi che fa parte dei miei ricordi formativi.

ANNO DI ASSUNZIONE

Dall’anno 2014, ho preso servizio presso la “Casa degli ulivi secolari”, struttura di proprietà del Comune di Siddi e gestita dalla cooperativa “Piccola Parigi” di Buggerru. Mentre stavo lavorando l’azienda, a me e a una mia collega, ci ha dato la possibilità di frequentare un corso di formazione supplementare in assistenza sanitaria (Osss), autorizzato dalla regione Sardegna presso il Ciofs-fp. Il corso, di 350 ore con obbligo di frequenza, era destinato alle persone in possesso della qualifica di operatore socio sanitario. Le materie trattate mi hanno talmente appassionato che ora ho trovato anche il tempo per fare l’insegnate nella stessa scuola professionale che frequentavo, cioè al Ciofs di Sanluri: insegno Igiene comfort alberghiero.

AL LAVORO COL PIACERE DI ANDARCI

Assistere gli anziani è un lavoro che mi piace e mi trovo bene con loro. In tutti questi anni credo di essere entrata al lavoro sempre col sorriso sulle labbra. Questi anziani dai loro occhi mi lanciano messaggi dolcissimi e spesso ricevo tanti abbracci che immediatamente restituisco. Devi sapere che i nostri ospiti hanno bisogno di essere soprattutto ascoltati. Perché attraverso l’ascolto riesci a scoprire le loro tristezze e paure. Per questa ragione quella carezza o quel sorriso dato al momento giusto per loro è più di una medicina. Per loro essere abbracciati è la più normale quotidianità, appena si entra in confidenza con loro ci si diventa amici. Spesso si diventa amici dei loro figli e pure dei nipoti. Mi fanno sentire utile. Ecco perché apprezzo tanto il mio lavoro.

IL BENESSERE DELLA PERSONA

Nell’anno 2020 la “Casa degli ulivi secolari” è stata ampliata per cui si possono accogliere sino a 24 anziani. Agli operatori socio sanitari è delegata l’accoglienza e il supporto assistenziale per il benessere psico-fisico dei presenti all’interno della struttura. La figura dell’Operatore Socio Sanitario garantisce il benessere della persona soprattutto in ambito igienico, logistico e socio-psichico. La nostra assistenza, quindi, è un’assistenza diretta alla persona e non interesserà mai il piano terapeutico di quest’ultima. Il rapporto umano, come è facile intuire, è una componente fondamentale del nostro lavoro e ti devo dire che, anche se è di fondamentale importanza, non basta solo essere predisposti e avere una forte sensibilità ed empatia. Nel nostro mestiere, infatti, è necessario affacciarsi con le giuste consapevolezze, mettendo in atto le conoscenze e competenze che la formazione professionale ci ha insegnato e ovviamente essere predisposti a lavorare in equipe. Infatti il rapporto con i colleghi, la coordinatrice, l’infermiere e il fisioterapista è continuo per cui non si può fare a meno di collaborare con loro per il sollievo dei nostri anziani.

L’ORGANIZZAZIONE DEI LABORATORI COME RITORNO AL PASSATO

Al fine di rendere utile la loro presenza nella struttura gli anziani vengono coinvolti nelle varie tipologie di laboratorio che si tengono durante tutto l’anno. Una sorta di “arte terapia” che gli anziani, ma soprattutto le donne, amano tanto. Per loro mettere le “mani in pasta” è assai stimolante. Per esempio, quando sono all’opera per la produzione dei dolcetti della tradizione contadina, si muovono con la stessa maestria di quando erano giovani ed attive. Non ti nascondo che qualche volta sono state loro ad insegnare me. Durante i laboratori parlano tra di loro e molti ricordi familiari ritornano alla mente. La manualità consente di rallentare quel declino cognitivo e fisico che caratterizza il periodo della cosiddetta terza età. Una persona anziana coinvolta in laboratori ricreativi o per la produzione dolciaria, dove vengono svolte attività manuali, ha la possibilità di richiamare alla mente azioni che ha ripetuto spesso nel corso della sua vita passata.
Per esempio, strumenti come il martello per schiacciare le mandorle, un mattarello o un tagliere in legno fanno ricordare alle nostre nonne tutte le volte in cui hanno preparato per la loro famiglia i dolci per le feste o la pasta fatta in casa. Con quei ricordi felici capita che dimentichino persino i loro acciacchi. I ricordi felici che scaturiscono da questi momenti conviviali rappresentano anche una scusa per fare attività fisica e rompere quella routine tipica di chi vive una vita sedentaria.
La realizzazione di oggetti o la produzione di zeppole e amaretti oltre ad essere importante dal punto di vista comunicativo riempie di orgoglio l’anziano: in quei momenti ti posso confermare, per esperienza personale, che i pensieri negativi non esistono. Per questo i laboratori creativi sono dunque un valido mezzo per combattere la depressione ed il senso di vuoto tipici di molte persone anziane. La nostra struttura sfrutta inoltre a suo vantaggio la vicinanza delle attività rurali. La produzione dei dolcetti tradizionali fa parte della nostra funzione per prenderci ulteriormente cura di loro.

PUNTI DI RIFERIMENTO

I nostri nonni e le nostre nonne sono dei nostri interlocutori quotidiani per cui si crea, come ti ho appena detto, anche un rapporto di amicizia e si diventa punto di riferimento per le loro famiglie. Nel periodo del Covid, per esempio, siamo diventati spesso l’unico punto di riferimento per loro. In quel periodo complicato tutte le risorse umane della Cooperativa hanno contribuito ad assistere le persone in difficoltà con una disponibilità superiore. Abbiamo realizzato ulteriori interventi di animazione e socializzazione, per promuovere il benessere psicologico della persona. Abbiamo affiancato medici e infermieri e ci siamo occupati, come sempre, dei loro bisogni fondamentali aiutandoli a lavarsi, vestirsi, mangiare, dormire, muoversi ma con un parola d’incoraggiamento aggiuntiva per cercare di distoglierli dai tormenti per la mancanza delle visite dei parenti più stretti. Mentre fornivamo questi aiuti abbiamo accentuato gli scambi di parole e battute. Questa è la nostra vera funzione alla “Casa degli ulivi secolari”: non far sentire soli i nostri anziani.

RINGRAZIAMENTI

Ciò che ti ho riferito è frutto delle grandi attenzioni che riserva quotidianamente la Cooperativa in cui lavoro ai suoi assistiti. Le stesse attenzioni, da quando la struttura è attiva, le abbiamo ricevute dal Comune di Siddi. Il loro supporto non ci è mai mancato. E di questi tempi non è poco. Durante i giorni più complicati della pandemia la loro vicinanza è stata determinante per superare quei momenti di scoramento collettivo. Colgo l’occasione per ringraziare ancora il Consorzio Network, la Coop Piccola Parigi e il Comune. Così come vorrei ringraziare il Ciofs per avermi formata per svolgere la professione che desideravo.

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