RUBRICA Sicurezza alimentare e nutrizione

Smettere di fumare e alimentazione

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di Andrea Vacca*
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Andrea Vacca

Il fumo di sigaretta è causa di diverse patologie soprattutto a carico dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio, per cui, smettere di fumare è senza dubbio un passo importante per la propria salute. Secondo l’OMS il consumo di tabacco uccide circa 6 milioni di persone ogni anno nel mondo mentre in Italia il numero di decessi annuali va da 70.000 alle 83.000 ed è l’unica causa di morte evitabile! Ogni sigaretta contiene oltre a tabacco circa 4000 mila sostanze chimiche di cui 40 sono state identificate come cancerogene.

Smettere di fumare non è un’impresa facile in quanto la nicotina genera dipendenza. C’è chi decide di ridurre gradualmente il numero di sigarette giornaliere e chi decide di smettere in modo netto dall’oggi al domani. Entrambe sono raccomandati dalle linee guida ma, a prescindere dall’uno o dall’altro metodo scelto, è fondamentale possedere una grande forza di volontà e motivazione per liberarsi da questo vizio chiedendo, in caso di difficoltà, aiuto anche al proprio medico curante.

Smettere di fumare può far ingrassare?

Da diversi studi è emerso che può determinare un aumento ponderale, in media tra i 3 e 4 kg nelle prime settimane e questo è uno dei motivi che dissuade alcuni fumatori dallo smettere di fumare. L’aumento del peso potrà essere ridotto con uno stile di vita più sano, quindi nessun timore per qualche chilo in più. Abbandonare la sigaretta apporta molteplici benefici: riduce il rischio di tumore, di malattie cardiache, polmonari, si riacquista il senso del gusto e dell’olfatto, migliora la respirazione, la pelle, la salute dentale, si ha più energia e soprattutto protegge la salute delle persone vicine: il fumo passivo aumenta il rischio di malattie respiratorie e cardiache.

Ma perché si ingrassa? L’alimentazione può essere d’aiuto?

La nicotina agisce a livello dell’ipotalamo stimolando il senso di sazietà, riduce l’appetito e velocizza il metabolismo basale. Pertanto, quando si smette di fumare si tende a consumare più calorie soprattutto nei fuori pasto. Lo stile di vita può essere d’aiuto, ecco alcuni consigli:

Ridurre nelle prime settimane la quantità di caffè, eliminandolo al mattino, almeno in un primo momento, in quanto la caffeina stimola il desiderio di fumare.

Seguire un’alimentazione bilanciata che comprenda i carboidrati complessi come pane, pasta, riso magari nelle forme integrali che danno un maggior senso di sazietà e limitando gli zuccheri semplici come merendine, caramelle, bibite zuccherate. Consumare frutta e verdura, ricche di vitamine e minerali, per contrastare l’azione ossidante del fumo, prediligendo quelle appartenenti alla famiglia delle Solanacee come peperoni, melanzane, pomodori, che possono aiutare a raggiungere il senso di sazietà oltre a ridurre la voglia di fumare, visto che, la pianta del tabacco appartiene a questa stessa famiglia biologica.

Fare pasti completi, nelle giuste dosi, costituiti da un primo ed un secondo piatto, da un contorno di verdura cruda e cotta e da frutta. Idratarsi in maniera adeguata aiuta ad eliminare la nicotina attraverso l’urina. Indicate anche tisane o infusi rilassanti. La frutta secca come noci e mandorle in quanto ricca di omega 3, acidi grassi presenti anche nel pesce, che aiutano a smettere di fumare migliorando la trasmissione neuronale. Praticare attività fisica permette di velocizzare il metabolismo, ridurre lo stress e irritabilità, dovuti alla mancanza della sigaretta, e a mantenere il peso forma.

*biologo nutrizionista

Mail: info@studioagiemme.it

 

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