L'INFORMATICO SUGGERISCE

Sopraffatti dalla tecnologia, dalla frenesia…

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di Giovanni Angelo Pinna
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I nostri nonni, cresciuti tra guerre, avevano come unica preoccupazione quella di insegnare ai loro figli le uniche cose che valgono davvero nella vita, il rispetto del prossimo tra le cose più importanti.

Oggi, a distanza di poche decine di anni, tutto questo è diventato quasi una inutilità.

La mattina si riaprono gli occhi e si è subito, nuovamente, sopraffatti dalla tecnologia (software o hardware che sia): “avviare l’App di Facebook”, è la primissima cosa che i più fanno, un applicativo che negli anni hanno imparato a conoscere le persone molto meglio di quanto possano conoscere se stesse.

Svegliare un familiare (recarsi nella sua camera, aprire le persiane, togliere coperte o lenzuola e…) non è più una azione che si svolge come facevano i nostri nonni, quella che sarebbe la più naturale: no! Oggi si apre WhatsApp, si registra un vocale e lo si invia.

Gli appuntamenti non passano più per i famosi appunti sul calendario, agenda o post-it. Oggi ci pensano Alexa oppure Google Home e tutti gli altri “assistenti vocali”, e poco importa il lato privacy. Quest’ultima è ormai una parola che occupa solo una piccola area di un foglio.

Ogni parola passa per i famosi Social: la punteggiatura? Non è importante! Come poco importano gli orrori scritti (è al posto della e, x al posto di per, ha al posto di a, hanno al posto di anno o viceversa…) e tutto ciò giustificato da un “sono già in ritardo, ti scrivo al volo” oppure da un altro “è lo smartphone che mi cambia le parole, non sono io”.

La vita privata, ormai un lontano ricordo: tutto ciò che si fa nella giornata deve essere immortalato con un selfie e poco importa l’ambiente in cui ci si trova (che può essere anche il più intimo e privato). Tutto deve essere reso pubblico.

Le cene tra amici, le cene romantiche di una coppia, le passeggiate in spiaggia al tramonto presi per mano, le sane discussioni di una coppia, il “guardarsi negli occhi mentre si sta insieme” quasi non esistono più: è molto più importante rivolgere lo sguardo verso il basso concentrandolo sul display per aggiornarsi sul resto dei concittadini o connazionali. Decine di anni fa esistevano le famose nonnine che, maestre delle più avanzate tecniche di spionaggio, sapevano e riferivano tutto del prossimo. Oggi lo si fa con i Social.

La tavola non viene più imbandita con soli piatti, posate, bicchieri, tovaglioli, acqua o vino: guai se in corrispondenza della mano più utilizzata manca lo smartphone.

Siamo diventati veri e propri sottomessi dalla tecnologia. Non è più l’uomo a controllare la macchina ma è già la macchina a controllare l’uomo veicolando le sue azioni, scelte e pensieri.

Strana è quella persona che, quando parla, guarda il suo interlocutore negli occhi e che, quest’ultimo, prontamente mostra segni di imbarazzo cercando una via di fuga per scappare da quella situazione. Strana è quella coppia che passeggia presi per mano e non i due fidanzati che si rivolgono le spalle concentrandosi sui propri smartphone.

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