Attualità

Sos fauna selvatica, sit-in Coldiretti a Cagliari

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Agenzia Dire
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La politica sarda fa fronte comune sull’emergenza fauna selvatica, spronata dall’iniziativa della Coldiretti isolana, che questa mattina, aderendo all’iniziativa nazionale, ha organizzato un presidio a Cagliari, sotto il palazzo del Consiglio regionale. Circa trecento agricoltori sono arrivati nel capoluogo da tutta l’isola, convocati dall’associazione, per lanciare l’allarme su un fenomeno che sta mettendo in ginocchio il mondo delle campagne, già provato dalle calamità naturali. Un primo risultato è stato già ottenuto: dalla prossima settimana l’assemblea regionale ragionerà, insieme alla giunta, a un provvedimento di riforma della legge 23 del 1998 -quella che norma la protezione della fauna selvatica e l’esercizio della caccia nell’isola, considerata obsoleta- che consenta abbattimenti selettivi e assicuri agli agricoltori risarcimenti adeguati a ristoro dei danni provocati dalla diffusione incontrollata di cinghiali, cornacchie, cervi, nutrie, volpi e ghiandaie.

“Noi non vogliamo trasformarci in bracconieri, ma servono tutele- spiega alla ‘Dire’ Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna-. Purtroppo le norme di riferimento sono dotate e non sono al passo con le esigenze attuali. Rispettiamo gli animalisti, ma gli agricoltori hanno il diritto di veder tutelare il loro duro lavoro. Ci ha fatto piacere che oggi alla nostra iniziativa abbiano partecipato consiglieri regionali di tutti i colori politici, per una volta riuniti sotto l’unica bandiera dei Quattro mori. Contiamo di concludere questa vicenda entro luglio, sia a livello nazionale, che regionale”.

Presente alla manifestazione di Coldiretti l’assessora regionale all’Agricoltura, Gabriella Murgia, e quello alla Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis: “Abbiamo affrontato più volte questo tema in Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni- le parole di Murgia- e con tutti gli altri assessori abbiamo sollecitato il governo a mettere mano alla riforma della legge 157 del 1992, adeguando l’elenco dei soggetti che possono intervenire per il contenimento e il controllo della fauna selvatica e facendo ordine sulla situazione dei corpi e dei servizi di vigilanza venatoria”.

L’iniziativa di oggi, spiega Murgia, “rilancia l’allarme soprattutto sulla presenza incontrollata e pericolosa dei cinghiali e serve a richiamare l’attenzione su altre specie, come i cormorani e le cornacchie, particolarmente dannose per gli agricoltori e i pescatori sardi. Con una revisione delle attuali norme si otterrebbero meno burocrazia e maggiore economicità, liberando risorse per altri interventi a favore del comparto”. Spiega Lampis: “La fauna selvatica può essere una risorsa per la nostra isola, ma deve convivere con le esigenze di presenza dei produttori agricoli. La Regione Sardegna è pronta a modificare la legge regionale 23 del 1998, sulla base delle modifiche che il Parlamento riterrà di dover attuare alla norma nazionale 157 del 1992. Tutte le forze politiche sono sensibilizzate rispetto a questa necessità, la giunta non perderà tempo e, insieme al Consiglio, elaborerà un testo normativo equilibrato”.

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