L’informatico suggerisce

Spiati nella vita privata, senza consenso!

Condividici...

di Giovanni Angelo Pinna
_______________________________

Giovanni Angelo Pinna

Spesso quando si decide di installare un software sul pc, un’app sul proprio smartphone, una tecnologia che accompagni nella quotidianità non ci si sofferma sull’analizzare come tutti questi sistemi, fisici o digitali, funzionino.

Il passaggio è molto semplice: una moda, un sistema consigliato da amici, una pubblicità ben progettata attirano l’utente che, senza troppo preoccuparsi dei “lati oscuri della tecnologia”, provvedere alla sua installazione e, non raramente, cliccando sui soli pulsanti “acconsento” oppure “abilita tutto” senza leggere e comprendere l’intera informativa sul trattamento dei propri dati personali e sui ToS – i termini di offerta del servizio appena acquistato.

Internet, la grande rete, è sempre alla base di queste tecnologie: oggi non esiste software o hardware che, in modo più o meno chiaro, non effettui uno scambio di dati con terze realtà coinvolte nella vita della tecnologia appena installata.

Dalla verifica delle licenze d’uso o aggiornamento del proprio credito a consumo, dalla profilazione dell’utente che utilizza una piattaforma fino al vero e proprio spiare mal capitati.

Quest’ultimo è lo scandalo che, nei giorni passati, ha colpito Facebook e la sua nuova società Meta.

50.000 utenti Facebook, appartenenti a 100 nazioni diverse, spiati nel vero senso della parola da una società di sorveglianza.

A subire questa violazione sono stati quei soggetti che, in questo modo virtuale, vengono etichettati come scomodi: si va dal giornalista ad oppositori di regimi autoritari senza trascurare le loro famiglia, attivisti vari e così via per altre classi di utenze.

L’attività parte sempre da profili o gruppi che vengono creati, in questo caso sempre sulla stessa piattaforma di Meta/Facebook: così la stessa società di Zuckerberg ha dichiarato, dopo aver concluso una sua indagine durata anni e dopo aver provveduto ad eliminare definitivamente (queste sempre le sue parole e rassicurazioni).

Analizzando però il problema, sicuramente grave anche solo tenendo in considerazione che queste attività vengono svolte “alla luce del sole”, risulta forse più preoccupante come le persone, l’utente che utilizza queste piattforme, arrivi a regalare ogni informazione della propria vita a sconosciuti.

Le nostre nonne ci dicevano sempre <<non dare confidenza agli estranei>>, <<non accettare caramelle dagli sconosciuti>>.

Oggi con queste tecnologie si fa l’esatto contrario, a partire dalla loro installazione.

Poco importa se i nostri dialoghi vengono memorizzati su server dei quali, a mala pena, si conosce la loro locazione e per i quali si sa che “sono protetti utilizzando un sistema di crittografia end-to-end” (frase che il 90% degli utilizzatori non sa nemmeno cosa significhi), poco importa se i nostri smartphone trasferiscono le nostre foto in backup su Cloud, poco importa se alcune intelligenze artificiali progrediscono analizzando i nostri comportamenti e scelte fatte nella quotidianità: l’importante è avere una vita quanto più rilassata e meno impegnativa.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividici...

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy