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Stella d’argento del Coni a Giovanni Zucca, una vita dedicata al calcio

Giovanni Zucca con alcuni allievi.
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La passione per il calcio non ha età e lo dimostra Giovanni Zucca che ha la bellezza di 84 anni e da 60  anni continua a correre nei campi di calcio del paese, allenando generazioni di baby calciatori che vanno dall’età di 3 anni e mezzo fino a 12 anni. Il suo è un primato regionale (forse addirittura nazionale) che sarà difficile da battere: da 60 anni è presidente e allenatore della piccola società sportiva “Sangavinese” che ha cresciuto tanti bambini del paese e non mancano i nomi eccellenti come quello dei sangavinesi Alessandro Deiola (ora centrocampista del Parma) e Renato Copparoni, portiere di Cagliari e Torino che al San Paolo di Napoli riuscì a parare un rigore ad un certo Diego Armando Maradona.

Giovanni Zucca

Ora per il tecnico sangavinese è arrivato dal Coni un prestigioso riconoscimento: la stella d’argento al merito sportivo a coronamento di una lunga carriera dedicata al calcio vero e genuino che parte dai campi di periferia come quello di San Gavino. «Con questa onorificenza», rimarca il presidente del Coni Giovanni Malagò nella lettera a lui indirizzata, «l’organizzazione nazionale desidera esprimere profonda riconoscenza per la generosa collaborazione e l’impegno dedicati allo sport in tanti anni di servizio».

Il calcio per i bambini deve essere gioia e divertimento: «Allenare», racconta Giovanni Zucca, «mi tiene giovane. Il mondo del pallone può avere un futuro solo se crede nei bambini che devono imparare la coordinazione nei movimenti senza troppi tatticismi. Il termine allenatore mi piace poco, preferisco quello di istruttore che vuole permettere ai bambini di acquisire personalità e divertirsi dietro ad un pallone. Oggi il vero problema sono spesso i genitori che vorrebbero i loro figli già campioni ma in realtà non riescono spesso a dare ai bambini una vera educazione. Sono stato il primo ad allenare Alessandro Deiola all’età di 5-6 anni. In seguito ha militato in altre squadre del paese, Nelle giovanili del Cagliari è stato seguito da Gianfranco Matteoli». «I bambini si allenano nel campo grande erboso», racconta Giovanni Zucca, «ed è una gioia vederli correre. In passato ho allenato per alcuni anni anche Renato Copparoni: prima giocava come centravanti, poi ha iniziato la sua avventura da portiere».

Il mondo del calcio oggi è molto cambiato e Giovanni Zucca rimane fermo ai sani valori dello sport: «Nel mondo del pallone», aggiunge, «contano di più i soldi e viene lasciato poco spazio ai talenti italiani, le grandi squadre spesso mettono in campo solo gli stranieri. Quando alleno i bambini parto da alcuni valori importanti come il rispetto dell’avversario, il saper correre, saltare e colpire la palla. Sono contro quelli allenatori che non lasciano spazio alla creatività con rigidi schemi di gioco. I piccoli calciatori vogliono correre dietro ad una palla, non ha senso soffocare la loro fantasia».

Giovanni Zucca e il sindaco di San Gavino Carlo Tomasi

Giovanni Zucca è instancabile e gestisce anche il museo del calcio “Nuccio Delunas” con i cimeli dono del figlio Corrado che ha scritto bellissimi libri sulla storia del Cagliari. «Al pallone»,  conclude, «devo tanta gratitudine: i bambini mi ha sempre dato tante soddisfazioni perché sono genuini e credono in quello che fanno. La scienza del gioco deve essere quella dei bambini che si confrontano con le proprie capacità e quelle dei propri compagni. Non deve mai mancare la gioia».

Felicissimo per il riconoscimento anche il sindaco Carlo Tomasi: «Il premio del Coni costituisce l’ennesima dimostrazione del valore  di Giovanni Zucca come figura chiave nell’ambito sportivo locale, ruolo che ogni suo concittadino gli attribuisce di diritto. Ha saputo meritarsi il rispetto e l’affetto di tutti i suoi concittadini e gli sportivi».

Gian Luigi Pittau

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