Cultura EDITORIA Recensione

Storia di “gente non comune”

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di Giovanni Contu
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Il traguardo dello scudetto vinto dal Cagliari nel 1970, a distanza di 50 anni – e cento dalla nascita della Società calcistica – costituisce ancora oggi una storia da raccontare, che porta sempre con sé qualcosa di nuovo, come in questo caso, specialmente sui giocatori protagonisti di questo clamoroso traguardo. L’autore, cagliaritano di nascita, ci propone il ricordo dei nostri cari sardi d’adozione, che portarono lo scudetto nell’ Isola. La chiave di volta del loro successo poggia su sacrifici,  piccole e grandi conquiste, per uomini che nello sport, ancor prima del calcio, hanno avuto la loro realizzazione professionale ma con un solido bagaglio di esperienza sulle spalle.

Un gruppo – giocatori titolari, riserve e allenatori – preparati per una sfida impossibile.  Sono state persone “della porta accanto” accomunate da grandissima determinazione; quella necessaria per diventare calciatori, affrontare responsabilità e raggiungere un traguardo di vita.

Fra la loro e la città, un innamoramento reciproco; alcuni dei loro figli vi sono nati e cresciuti e chi non è rimasto nell’Isola, non solo dell’area cagliaritana ma di tutta la Sardegna conserva un ricordo meraviglioso “come di una bella donna che si conosce in gioventù e che non si dimentica per tutta la vita”.

Nelle 300 pagine che formano il volume, suddiviso in 38 brevi e intensi capitoli, scritti con un taglio giornalistico, in un ritmo narrativo avvincente e numerosi riferimenti all’ambiente, non solo sardo e non solo calcistico dell’epoca, ciascuno di loro viene presentato attraverso le testimonianze degli amici di una vita, parenti e figli che hanno vissuto in prima persona gli eventi nei quali è maturata la strepitosa vittoria, la carriera successiva e il dopo, quando si spengono i riflettori. Per chi non c’è più e per chi adesso affronta, come si dice, la terza età, vale il titolo di campioni indiscussi, ad imperitura memoria. Tra le tante, vi è l’immagine del leader Gigi Riva, che ha sempre rifiutato la sua cessione, nonostante generose offerte, ma non meno degno di nota è il profilo del loro allenatore Scopigno, dell’austero Greatti, dell’esuberate Albertosi, ciascuno nella personale dimensione esistenziale, talvolta triste, giocosa, sfortunata ma sempre suggestiva.

Un libro da leggere e conservare, valido per i cultori del calcio come per gli appassionati di storia; uomini protagonisti di una vicenda unica da cui non si finisce mai di imparare.

Luca Telese, “Cuori Rossoblù – La leggenda di Gigi Riva e la storia impossibile del Cagliari”, ed. Solferino (MI) 2020

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