Attualità Medio Campidano

Storia di un profugo arrivato in Sardegna contro il suo volere

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Sono circa ottanta i profughi che, in modo ciclico, soggiornano in una struttura alberghiera di Villanovaforru. Gestiti da una cooperativa, come accade ormai in tutta Italia. Ognuno ha una storia diversa, e quella di Philipson parte da lontano. Racconta di essere nato in Ghana 20 anni fa. Dopo la morte del padre per incidente stradale, all’età di 16 anni si è trasferito in Libia dove ha convissuto tra caduta del regime, guerriglie e fame. «Lavoravo – dice in uno stentato inglese – con fatica e tra le difficoltà del caso, ma lavoravo. Un giorno, non so neanche io come, sono stato preso da uomini 16fo- villanovaforru profugoarmati, che mi hanno pestato e portato vicino al mare. Molte persone a causa dei pestaggi sono morte, era impossibile non fare come volevano. Ero prigioniero insieme a quanti avrebbero dovuto prendere il gommone per l’Italia. Avevo paura, molta paura. Se solo aprivi bocca ti menavano. Io non volevo venirci, in Europa. A tutt’oggi non capisco perché sono finito in mezzo a coloro che volevano venirci».
Quindi non hai pagato per la traversata? «No, non ho pagato niente. Te l’ho detto, non so per quale motivo ci sono finito in mezzo». Come è stata la traversata dalla Libia a Lampedusa? «Tutto surreale, mentre ero in Libia ho saputo che era morta anche la mia mamma in Ghana. Difficile da raccontare..La paura era tanta, troppa. Sapevo anche che tante persone morivano in mare. Non volevo salire su quella barca. Non volevo morire. La notte della partenza tremavo, mi sono opposto ma sono stato picchiato e buttato sulla barca. Ero costretto. Eravamo più di ottanta su quel gommone. Alla fine, paralizzato dalla paura, sono arrivato».
Chiedendo altri dettagli sul viaggio, il giovane ci ha dato elementi piuttosto confusi. Ora che sei a Villanovaforru cosa pensi di fare? Vuoi raggiungere qualche amico o parente in Italia o Europa? Vuoi rientrare in Africa? O vuoi rimanere qui? «Non ho nessuno, né qui, né in Africa, né in Europa. Non so davvero cosa dirti». E qui ti piace? Vorresti lavorare qui? Che lavori faresti? «Sì. Mi piace qui. Mi adatterei a fare qualsiasi lavoro. Ne sarei davvero contento e mi impegnerei molto». Anche, per esempio, in campagna? Nelle serre o in qualche fattoria? «Certo, perché no. Sarebbe molto bello».
Sarà difficile per Philipson trovare un’occupazione dato che è finito nel Medio Campidano, la provincia più povera d’Italia, dove ogni giorno parecchie persone del posto sono costrette ad emigrare. Quello che si auspica è che la politica inizi a fare le giuste scelte al fine di far lavorare tutti. Bianchi e neri.

Saimen Piroddi

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