CULTURA. EDITORIA

Storia e tradizioni di Collinas nel libro di Antonio Corona

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di Silvano Garau
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È stato pubblicato dalla PTM, Prima Tipografia Mogorese il testo “Collinas un tempo Forru. Il cammino di una comunità”, autore Antonio Corona, insegnante in pensione e giornalista pubblicista.
È una ricerca effettuata principalmente sui documenti degli archivi storici della diocesi di Ales-Terralba, della parrocchia e dell’archivio comunale di Collinas, insieme alla consultazione e all’analisi di una ricca bibliografia.
Non era stato ancora pubblicato un libro che almeno a grandi linee tracciasse l’evolversi nel tempo di questo piccolo centro della Marmilla e delle popolazioni che hanno “abitato” questo territorio a partire dalla preistoria di cui ci rimangono soltanto innumerevoli emergenze archeologiche di non facile datazione e interpretazione.
Non sono stati infatti ancora effettuati scavi sistematici che possano consentire di avere maggiori e più diffuse conoscenze.

Questa è una delle motivazioni che ha spinto l’autore a frugare tra le carte ingiallite e consunte dal tempo, vergate a mano e a ghirigori, con inchiostri che il tempo irrimediabilmente sbiadisce.
Contribuire a fornire un ulteriore frammento di conoscenza delle proprie radici, insieme all’amore che l’autore nutre per questo lembo significativo di terra sarda non è cosa di poco conto per una comunità che intende conoscere la propria storia e le proprie tradizioni e per tenerne viva la memoria anche per le nuove generazioni.
Da questa generosa madre che è la Marmilla, così detta per via delle colline rotondeggianti e manmellonari, tutti i suoi figli hanno succhiato il latte fin dalla più tenera età, come diceva l’illustre archeologo prof. Giovanni Lilliu

Per questo, il vissuto di questa comunità di Forru, denominazione del paese modificata dal 1863 in Collinas, non può essere dimenticato. Le tracce della storia vanno ricercate ed interpretate perché la storia è sempre maestra di vita.
Ci sono spazi per approfondimenti futuri, ma nell’opera di Antonio Corona vengono forniti innumerevoli “appigli” e neppure troppo fragili per quanti potranno e vorranno continuare, soprattutto ci si auspica giovani, questo racconto.

Antonio Corona

L’impegno iniziale, come indica l’autore nella parte introduttiva, è stato quello di indagare esclusivamente sugli aspetti religiosi della comunità, inserendoli successivamente all’interno di un’adeguata cornice storica.
La Chiesa infatti “in qualsiasi gruppo sociale non è un’entità a sé stante al di fuori del contesto storico e socio-culturale nel quale è inserita.
Si muove e si relaziona all’interno del territorio, degli avvenimenti storici e delle vicissitudini della popolazione”.

La presentazione iniziale del parroco don Marco Piano e la prefazione del sindaco Francesco Sanna evidenziano la necessità di un impegno comune affinché il ricco patrimonio del passato storico, religioso e culturale non vada disperso, ma vada arricchito con il contributo di tutti.
Alle riflessioni dell’autore segue la trasposizione in sardo locale di una poesia di Trilussa sulla fede. Tutte le popolazioni infatti che hanno “abitato” questo territorio, ovvero i lontani antenati di questa comunità sono stati a buon titolo camminatori alla ricerca del divino, guidati dalla fede: animista per alcuni, politeista per altri ed infine monoteista.
Vengono poi dati cenni di preistoria, di civiltà nuragica e delle varie le dominazioni che si sono alternate nell’isola fino alla Sardegna Sabauda.

 Sono state poi prese in esame le chiese all’interno dell’abitato e le chiese campestri, la parrocchia, l’amministrazione della stessa, i monti frumentari, le confraternite ed i loro beni, la nascita della scuola elementare etc.
Il testo a seconda delle tematiche è arricchito di tabelle, dati, toponimi, nomi, cognomi, eventi curiosi così come compaiono negli antichi documenti esaminati. L’opera si conclude con un’appendice di articoli dello stesso autore pubblicati nel giornale diocesano Nuovo Cammino e nella Gazzetta del Medio Campidano riguardanti i personaggi significativi come G. B. Tuveri, Antonio Gramsci e le loro relazioni con il paese, i sacerdoti che si sono avvicendati alla guida della comunità in tempi recenti, eventi, luoghi e manifestazioni significative: i mille presepi, la Via Crucis vivente, il gruppo confraternita e il gruppo folk etc.

A conclusione del libro è inserito l’Atlante fotografico di monumenti, feste, eventi.
Sono immagini queste che riprendono il filo del racconto: dalla preistoria ai giorni nostri.
In questo “breve e modesto lavoro ma nonostante tutto intenso e faticoso” è racchiuso l’amore e l’intensa passione che l’autore nutre per tutto ciò che riguarda la cultura della sua terra.

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