Attualità Collinas

Strage di piccioni e tortore “dal collare”

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Da un mese circa si sta perpetrando una strage di piccioni e di tortore dal collare, che da molti anni affollavano i tetti delle case o i giardini del centro storico. Ciò, si presume, per effetto di esche avvelenate, distribuite intenzionalmente per limitare il dilagare della popolazione dei volatili, cresciuta a dismisura in questi ultimi anni.

Ai piccioni, infatti, si addebita la responsabilità di intasare periodicamente, con i nidi e con l’abbondante guano prodotto, le  grondaie ed i pluviali delle case. Gli stessi sarebbero vettori di gravi malattie per l’uomo quali, fra le più pericolose: Criptococcosi, Istoplasmosi, Toxoplasmosi, Tubercolosi, Ornitosi, Coccidiosi ed Encefalite. Il contagio avverrebbe attraverso le vie respiratorie, per effetto degli agenti contenuti nel guano che, trascinati dal vento, andrebbero inalati dall’uomo.

Il timore di possibili contagi, più che per l’azione meccanica esercitata dell’abbondante guano su gronde e pluviali, ha indotto molte comunità a impedire, per quanto possibile, la proliferazione di tale specie, utilizzando strumenti incruenti quali: dissuasori a ultrasuoni, dischetti con gel ottico e olfattivo, spilli a più punte, molle ad espansione, collante siliconico, reti anti intrusioni ecc, sistemi che hanno il loro costo e che spesso non sono di agevole installazione.

Tutto ciò, sembrerebbe possa aver indirizzato la scelta di ignoti, verso sistemi più sbrigativi e meno onerosi, anche se colpevolmente cruenti e come tali non condivisibili. A fare le spese di tanto sterminio, sono state anche le Tortore dal collare (Streptopelia decaucto), specie protetta originaria dell’Asia meridionale, che nell’ultimo ventennio ha invaso anche i nostri paesi, trovando adeguata sistemazione nei giardini e l’ambiente ideale per la riproduzione. Pur alimentandosi di semi e piccoli insetti, non disdegnano anche frutta e verdura. La vicinanza con gli animali domestici inoltre, forse a causa delle scarsezze alimentari proprie della specie, le ha indotte a utilizzare anche i loro alimenti, quali pane raffermo e croccantini di diverso tipo.

Belle a vedersi da ferme, hanno invece un volo abbastanza goffo, accompagnato da una sorta di canto “tetro”. Nelle serate estive, appollaiate nel comignolo delle case o sulle antenne TV, con la loro nenia ripetuta all’eccesso, arrivano spesso infastidire i nostri riposi pomeridiani.

Francesco Diana

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