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Sugli accantonamenti regionali il Governo nazionale risponde affidandosi alla posta ordinaria

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La lettera alla Regione, il Governo l’aveva spedita sì, il 22 gennaio, ma in posta ordinaria arrivando così cinque giorni dopo la data di scadenza riguardante la questione degli accantonamenti (285 milioni di euro così come disposto dalla sentenza della Corte Costituzionale l’11 gennaio scorso).
È infatti datata 22 gennaio la lettera cartacea spedita con posta ordinaria e firmata dal ministro dell’Economia Tria  arrivata eri in serata negli uffici dell’Assessorato regionale del Bilancio. Sorpresa delle sorprese, poi, la “risposta” del Governo tanto attesa dalla Regione in tema di accantonamenti non contiene né una proposta, né una data per un incontro, né il minimo riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale dell’11 gennaio con cui i giudici danno ragione alla Sardegna e invitano il Governo a trovare un accordo equo in termini di accantonamenti senza esercitare “principi tiranni” per la necessità di salvaguardare le casse nazionali.
Per non correre gli stessi rischi, la Regione stamattina ha risposto via Pec, sottolineando le “modalità irrituali della trasmissione della lettera e la sua tardiva ricezione” e ricordando come l’ultima sentenza della Corte stabilisce che il legittimo ordine dei rapporti economico-finanziari tra Stato e Regione deve essere ripristinato nella sostanza e non solo formalmente. La Regione si dichiara disponibile a riprendere la trattativa con lo Stato, come più volte chiesto attraverso numerose lettere rimaste senza risposta, ma ribadisce di aver comunque intrapreso iniziative utili per ottenere l’immediata esecuzione dell’ultima sentenza della Corte. 

 

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Gian Luigi Pala

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