di Sara Cappai
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Torino Capitale del libro, questo è stato il capoluogo Piemontese dal 9 al 13 maggio 2024. Nei grandi padiglioni di Lingotto, che sino a qualche lustro fa ospitava utensili e macchine per fabbricare automobili, si è svolta la XXXVI edizione del Salone Internazionale del Libro.
La Vita immaginaria è stato il tema che ha accompagnato i visitatori, gli editori, i librai, le scolaresche, le famiglie. I libri e i personaggi che li popolano hanno contribuito ad alimentare la speranza e il desiderio di sognare un futuro migliore. È stato incontro di linguaggi, sperimentazione, denuncia, ricerca di prospettive che si proiettano verso le vite che verranno.
Ce ne era per tutti i gusti: i laboratori per bambini e ragazzi che a richiesta o programmati si svolgevano in tutti gli stand delle case editrici o in altri spazi appositamente allestititi erano curati da personale dedicato con l’obiettivo di avvicinare, soprattutto i più piccoli, a una comunicazione scritta atemporale ma necessaria ed efficace.
Gli incontri con Alessandro Barbero, Naoise Dolan, James Ellroy, Antoine Gallimard, Abdulrazak Gurnah, Felicia Kingsley, Jeff Kinney, Gianni Morandi, Guadalupe Nettel, Eshkol Nevo, David Nicholls, Amélie e Juliette Nothomb, Orhan Pamuk, Rokia, Alexandra Lapierre, Salman Rushdie, Murata Sayaka, Roberto Saviano, Ben Smith, Paolo Sorrentino, Elizabeth Strout, Camila Sosa Villada, Don Winslow, Zerocalcare, don Luigi Ciotti solo per ricordarne alcuni, hanno registrato il tutto esaurito nelle varie sale degli stand. Ce ne era per tutti e a tutte le ore del giorno.

Anche gli studenti delle scuole, e non solo della regione Piemonte, dalle primarie alle superiori, sono stati protagonisti e hanno avuto la possibilità di dialogare con scrittori, editori e di confrontarsi con una realtà che nel mondo invaso dall’immagine e dalle comunicazioni digitali in molti pensavano avesse perso la sua attrattiva. Le decine di migliaia di presenze al Salone ha dimostrato il contrario.
Assieme alle case editrici più famose c’erano quelle indipendenti, quelle cooperative, quelle legate ad associazioni, alcune internazionali in rappresentanza dei loro paesi.
Gli stand delle regioni italiane presentavano quanto di meglio la cultura locale ha sviluppato nel tempo e non poche novità.

La Sardegna era presente con una nutrita rappresentanza di case editrici indipendenti e moltissimi autori. Tra questi alcuni guspinesi: Tarcisio Agus che ha presentato il suo libro Parco Letterario Giuseppe Dessi, GIA Editore. Iride Peis con Contus in poesia de sa Mena e Montibeciu, Altrestorie versi Aispa edizioni. Sandro Renato Garau con il suo romanzo L’ineffabile volo, Pettirosso Editore.
La visita dell’Assessore alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna Ilaria Portas, la presenza della Presidente Fondazione Giuseppe Dessi Debora Aru con la Segretaria Generale della stessa fondazione Antonella Cavallo hanno significato l’impegno e la volontà di continuare in un percorso culturale che anche per la Sardegna si intreccia con le esperienze delle altre regioni Italiane e paesi europei presenti con i loro stand.
Una fiera internazionale, che per dimensioni, partecipazione di visitatori, e di ospiti, ha dato dei segnali unici e inequivocabili: si ha voglia di raccontare scrivendo, di leggere, sì leggere molto; perché? Perché in tanti hanno ancora voglia di conoscere, evadere e sognare. Assieme alle altre manifestazioni artistiche del genio umano, la cultura al Salone di Torino è stata veicolata attraverso le storie raccontate nelle pagine dei libri.
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