L'INFORMATICO SUGGERISCE

Trend 2021: cosa ci riserva il futuro?

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di Giovanni Angelo Pinna

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Giovanni Angelo Pinna

Gli ultimi mesi di ogni anno vengono utilizzati per “guardare” verso quelle tendenze che caratterizzeranno l’anno che si presta ad arrivare:
Certamente la crescita tecnologica non conosce freni. Nell’anno appena trascorso, ci si è tuffati, quasi spinti senza scelte alternative da poter fare in autonomia, nell’oceano della tecnologia per combattere l’ormai famoso distanziamento sociale. Si è arrivati quasi a creare un mondo astratto, dove gli unici contatti si sono registrati tra Io digitali.
L’uomo si è trovato obbligato a dover inventare nuove soluzioni per mantenere vivo, a volte ridefinire anche ripartendo da zero, il proprio ruolo nella società. Scelte solo successive al raggiungimento di quella consapevolezza dove l’uomo non viene posizionato al centro dell’ecosistema ma come “semplice” essere vivente che ne fa parte e, come tutti gli altri, soggetti alle sue alterazioni (alterazioni spesso causate dallo stesso uomo).
Il 2020 sarà l’anno che verrà ricordato come quel periodo in cui si è quasi implorato aiuto alle tecnologie, spesso nella poca consapevolezza di ciò che le stesse tecnologie richiedono per “offrire il giusto supporto”.
Il distanziamento sociale sta evidenziando quell’accelerazione verso quei processi che facilitano, appunto, uno scambio digitale di beni e servizi: si va dallo sfruttamento sempre più evidente della telemedicina, contro la più classica “prestazione in presenza”, e quindi all’essere curati a distanza dal proprio medico fino ad arrivare all’evoluzione del Cloud e della stessa rete Internet passando per l’astrazione del denaro.
Tecnologie che in molti Paesi già esistono da anni, ben testate e ottimizzate, ma che in Italia hanno iniziato a “farsi sentire” solo quest’anno causa Covid-19.
Si è arrivati ad affidarsi alla tecnologia, quasi alla cieca, il più delle volte pensando che “è sufficiente accendere/avviare questo sistema per risolvere questo problema”, ma, come si è poi dimostrato, così non è.
Si pensi ad esempio allo sfruttamento dei “Digital Twins” (termine tecnico che identifica i “gemelli digitali”): dal settore industriale a quello medico, dalla moda all’arredo… si sfruttano modelli 3D digitali in ogni settore.
Un esempio può essere quello di una fashion agency che ha realizzato modelle in 3D completamente digitali e con una loro vera e propria personalità; si pensi al passaggio dal paziente “carne e ossa” a quello digitale per l’assistenza sanitaria (già la Philips ha applicato questa tecnologia limitata a una singola parte del corpo, il cuore, chiamandola, appunto, Heart Model).
Si arriva poi allo sfruttamento dell’Internet dei comportamenti (IoB): una tecnologia che “auto apprende” per poi influenzare i comportamenti delle persone attraverso una serie di feedback.

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