Attualità Gonnosfanadiga

Trovati esemplari della rara gallina prataiola

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Nel territorio di Gonnosfanadiga, località Spadula e zone vicine, potreste avere la fortuna di imbattervi in un raro animale, presente in Italia principalmente nella Sardegna e, in minor numero, nella Puglia: la gallina prataiola. Recentemente, nella zona, è stata rinvenuta la presenza di questa specie prossima alla minaccia e dal grande valore naturalistico. La gallina prataiola, nome scientifico Tetrax tetrax Linnaeus, conosciuta anche come l’otarda minore, è un uccello terrestre di medie dimensioni, analoghe a quelle di un fagiano. La gallina prataiola si può trovare nei prati secchi, nei pascoli oppure nei terreni agricoli; tutti territori in cui possa vivere indisturbata nutrendosi di insetti, altri piccoli animali, semi ed erbe.
La specie presenta un dimorfismo sessuale ben visibile durante il periodo riproduttivo: il maschio ha la testa di colore grigio-blu, il collo nero si presenta con un anello bianco e due strisce dello stesso colore a forma di V, la parte superiore del corpo è di colore giallo-marrone (caratteristica che lo aiuta a mimetizzarsi efficacemente nella vegetazione) e il ventre è bianco, mentre la femmina è priva del collare nero e sul corpo presenta delle macchie nere, risultando più scura dell’esemplare maschile. Diversamente, nel periodo non riproduttivo, la colorazione dei maschi è come quella delle femmine.
Le galline prataiole sono dotate di grandi ali e hanno lunghe zampe giallo-grigie. Si tratta di uccelli molto discreti e cauti. In Sardegna, la specie si può trovare nella zona di Campeda, nell’area di Nurra, nella piana di Ozieri e nel Campidano: la popolazione è stata stimata intorno a 1500-2000 esemplari alla fine del 1900. Principalmente a causa della perdita degli habitat e del loro degrado, si presume che al giorno d’oggi il numero di galline prataiole sia molto inferiore rispetto a quanto calcolato in precedenza. A questo proposito, nel 1991, è stata costituita un’Oasi WWF nella Piana di Ozieri, in provincia di Sassari, chiamata Oasi delle Steppe Sarde.
La fondazione di tale oasi è nata con l’obiettivo di tutelare la popolazione della Tetrax tetrax, considerata ormai prossima alla minaccia a causa della crescente perdita del proprio habitat naturale. Giampiero Fosci, comandante della Compagnia Barracellare del Comune di Gonnosfanadiga, sempre sensibile nei confronti delle esigenze locali, ha provveduto alla segnalazione al Corpo Forestale di Villacidro.
Questa segnalazione punta all’avviamento di tutte le pratiche necessarie per la tutela degli esemplari della rara specie presenti nel territorio, con l’accettazione dei doverosi vincoli richiesti, tra cui il divieto di caccia. Natura 2000 è il piano dell’Unione Europea utile alla conservazione della biodiversità: grazie a questo progetto, esteso su tutto il territorio, le specie minacciate e i loro habitat vengono salvaguardati per mezzo dell’identificazione come Siti di Interesse Comunitario (SIC) secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat e, successivamente, come Zone Speciali di Conservazione (ZSC), oppure come Zone di Protezione Speciale (ZPS) secondo la Direttiva Uccelli del 2009. Al momento, in Sardegna, ci sono 31 Zone di Protezione Speciale, 87 Siti di Importanza Comunitaria, 56 dei quali sono stati designati quali Zone Speciali di Conservazione, e 6 siti nei quali i SIC/ZSC coincidono con le ZPS.

Silvia Pintus

RIPRODUZIONE RISERVATA
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