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Un milione e mezzo di euro dalla Regione per la bonifica dei siti minerari

Montevecchio
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La Giunta regionale ha delegato Arpas di raccogliere ed elaborare i dati relativi ai valori di fondo naturale  per metalli e metalloidi nei suoli e nelle acque sotterranee delle aree minerarie dismesse. Un’attività per la quale è stata programmata la somma di 1.500.000 euro.

La conoscenza dei valori di fondo naturale di suoli e acque sotterranee delle aree interessate ricadono in gran parte nel Sito di interesse nazionale del Sulcis Iglesiente e del Guspinese ed è resa necessaria dal fatto che i suoli e le rocce delle aree minerarie metallifere sono naturalmente caratterizzati da elevati valori di fondo di tali elementi chimici.
“Mentre proseguono i lavori sulle bonifiche” dichiara l’assessora Donatella Spano, “approfondiamo le nostre conoscenze sui terreni già oggetto di attività minerarie sia per progettare ulteriori azioni di bonifica e messa in sicurezza, sia per assicurare la migliore gestione sostenibile delle terre e delle rocce da scavo prodotte nelle aree minerarie o in loro prossimità”.
Nell’intento della Regione, la corretta conoscenza della situazione permetterebbe di agire nel modo migliore per la bonifica di quelle zone che hanno pagato maggiormente il prezzo delle attività economiche. Inoltre, la disponibilità dei valori di fondo naturale consentirà di velocizzare le procedure necessarie per la restituzione all’uso pubblico di un elevato numero di siti minerari dismessi individuati a minore priorità nel Piano delle bonifiche.
Relativamente ai suoli, Arpas dovrà occuparsi della raccolta e sistematizzazione dei dati relativi ai valori di fondo già disponibili nelle aree minerarie dismesse di tutto il territorio regionale e in prossimità delle medesime, nonché di tutti i dati idonei allo scopo In aggiunta dovrà dare esecuzione di una specifica campagna di campionamento e analisi nelle aree minerarie dismesse in precedenza non interessate da caratterizzazione ambientale, dell’elaborazione dei dati e della costruzione di uno specifico database geo-riferito e della relativa cartografia tematica.
Relativamente alle acque sotterranee, l’Agenzia regionale dovrà svolgere le medesime attività e in più sviluppare, su un’area pilota, la metodologia per la definizione dei valori di fondo naturale da applicarsi successivamente a livello di aree e macroaree.

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