Economia & Lavoro Medio Campidano

Vendemmia: l’annata agraria più disastrosa del secolo

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L’annata agraria 2017/2018 resterà negli annali dei produttori fra le più anomale e disastrose dell’ultimo secolo. Iniziata con una siccità record prosegue con una primavera fra le più piovose mai registrate. Colpite tutte le produzioni ma la vendemmia è fra le più colpite. Serramanna registra un calo della produzione di oltre il 90%, ricordo indelebile per i viticoltori, una lezione da custodire per le prossime stagioni. Tutta la regione è stata interessata da fenomeni atmosferici eccezionali rispetto alla media degli ultimi sessant’anni. Fenomeni che hanno generato un carico di malattie estremamente dannose per le viti. Il sud Sardegna – più colpito rispetto al nord- in particolare il Campidano, la Marmilla e il Parteolla registrano danni incommensurabili. «Tutte le colture quest’anno sono state colpite» ricorda Clemente Abis, giovane viticoltore «gli effetti sono disastrosi sulla produzione, mancate colture significano mancato reddito» continua Abis «dobbiamo rimboccarci le maniche per recuperare le nostre aziende».

La vendemmia non è mai la stessa, ogni annata è differente si alternano stagioni produttive altre meno. La stagione precedente aveva registrato un calo drastico della produzione a causa del clima siccitoso, quella in corso paradossalmente è stata compromessa dalle piogge primaverili. L’eccessivo carico d’acqua ed il clima caldo umido hanno favorito il prosperare di malattie parassitarie come la peronospora che ha intaccato i grappoli all’origine. «Non conosco precedenti come questo» afferma Ludovico Etzi, viticoltore «le piogge, la grandine ed il forte vento di fine agosto ha compromesso definitivamente la produzione».

La storia. La vendemmia era lavoro, per studenti e braccianti, l’estensione di vigneti nelle campagne serramannesi e non solo era di centinaia e centinaia di ettari, oggi l’estensione è decisamente minore, ma la tradizione della vendemmia non si è persa, continua grazie a tutti quegli imprenditori agricoli e piccoli coltivatori che credono e si appassionano alla coltivazione della vite. La vite che così piccola e fragile produce un frutto, l’uva, che dalle specie più differenti, prima raccolta poi pigiata, fermenta e si trasforma in vino. Un processo che racchiude in se un fascino incantevole agli attenti osservatori.

Le varietà. L’eccessivo sovraccarico d’acqua ha danneggiato i vitigni rossi, le qualità cannonau, monica, sono state le più colpite durante la primavera, nei mesi successivi non hanno resistito alla forza dei parassiti. «Nonostante siamo intervenuti con ripetuti trattamenti la peronospera è stata più aggressiva» conferma Etzi. I bianchi sopravvissuti, sono definitivamente crollati con le piogge tropicali d’agosto, accompagnate da vento e grandine. «Il danno alle viti avrà quasi certamente conseguenze sulla vendemmia 2019» interviene Sandro Buccoli, agronomo della regione Sardegna competente in materia di malattie della vite «era importante cercare di salvare almeno le foglie» continua e conclude «bisogna intervenire ora per abbattere gli agenti patogeni e ridurre le possibilità di contagio».

Elena Fadda

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