Cultura Lunamatrona

“Vera Mongolfiera”, libro per bambini di Cinzia Tuveri

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Cinzia Tuveri ha 36 anni, lavora come dipendente presso la Biblioteca Comunale G. B. Tuveri di Collinas ma vive a Lunamatrona. Pur essendo lavoratrice, decide qualche anno fa di iscriversi al corso di laurea in beni culturali e spettacolo nel polo umanistico “Sa duchessa” di Cagliari. La passione per la scrittura l’ha portata a scrivere il suo primo libro “Vera Mongolfiera”. 

17fo- cinzia tuveri con il libro

Come è nata l’idea di scrivere questo libro?

Coltivo l’esercizio della scrittura dai tempi della scuola, però è sempre rimasto un atto privato. Questo racconto nasce dall’urgenza di voler lasciare un messaggio ai miei nipoti, che sono tanti essendo la mia famiglia molto numerosa. Pian piano, giorno dopo giorno, il progetto è cresciuto, diventando così un albo illustrato.

Ci racconti un po’ di questo libro.

Come si può notare dalla copertina il libro si intitola “Vera Mongolfiera”. È un racconto per bambini e bambine dai 4 ai 7 anni, un piccolo albo a colori, caratterizzato dalla presenza di illustrazioni realizzate su doppia pagina, con colori brillanti e vivaci. Le illustrazioni sono dell’artista basca Usoa Mendikute. Il messaggio del libro vuole arrivare ai piccoli lettori con tono leggero e linguaggio semplice.

Ci dia qualche chiave di lettura che invogli i bambini a leggerlo e ai genitori a comprarlo.

Certo. La protagonista del racconto è la piccola Vera, bambina canzonata (presa in giro), per la sua capigliatura che ricorda quella di una mongolfiera, il racconto intende per l’appunto trasmettere un messaggio positivo e di speranza, ma soprattutto incoraggiare i bambini a non rinunciare ai propri sogni, nonostante le difficoltà quotidiane. Il libro inoltre vuole incoraggiare i bambini a comprendere che le proprie peculiarità, quelle che talvolta dagli altri sono percepite come buffe o talvolta come un impedimento, in verità, possono essere trasformate in punti di forza che ci rendono unici, possono essere considerate una ricchezza, e non un peso, nel momento in cui si condividono con gli altri.

Lei autrice e creatrice di Vera trova qualche punto in comune con lei?

Diciamo di si, Vera mi assomiglia, non tanto nell’aspetto, quanto nel carattere, caparbia e sognatrice. Tra l’altro il racconto è ambientato in una non meglio specificata isola al centro del Mediterraneo che ovviamente è la Sardegna. Essa richiama poeticamente l’idea dell’isolamento.

Ma l’isola è anche un ponte, un trampolino di lancio. Essa, infatti è solcata dal vento, un vento di opportunità che consentirà alla protagonista di realizzare il suo sogno.

Quando è stata la presentazione ufficiale del libro e quali saranno le presentazioni future?

La prima presentazione si è tenuta a Sanluri nei locali dell’associazione culturale “Alterazioni”. Ha moderato l’incontro Fabiola Onnis, bibliotecaria di Serramanna, e mia carissima amica d’infanzia. L’ho presentato alla biblioteca di Ales e di Gonnostramatza. E sono stata ospite del festival letterario di Collinas che si è tenuto il 15, 16 eil 17 settembre.

Claudio Castaldi

RIPRODUZIONE RISERVATA
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