Attualità Collinas

Vigneti bistrattati dalla grandine e dal vento

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Una grandinata di 10 minuti distrugge il lavoro ed il reddito di un anno intero.

Per le gravi calamità naturali è necessario il riconoscimento del 100% dei danni con un provvedimento straordinario che consenta ai comuni di pagare in diretta gli indennizzi ai viticoltori
Il lavoro di un viticoltore che ha dedicato tutto il suo tempo alla vigna, in pochi minuti di venerdì pomeriggio, è stato spazzato via da una imprevedibile e nefasta calamità atmosferica portatrice di grandine, pioggia e devastanti raffiche di vento. Minuti di terrore sui campi che hanno distrutto gran parte della viticoltura di Collinas creando una situazione aziendale non più sostenibile. Il danno maggiore si è verificato, il località “Sa Mattiscedda”, nel vigneto di Silvio Atzeri, in quanto esposto ai quattro venti, una posizione ideale per una vigna, è stato ripulito dell’apparato fogliare con conseguenti danni ai grappoli pronti per essere vendemmiati. Una beffa della natura che si abbattuta sui 10. 000 ceppi di un pioniere del recupero dei terreni incolti di collina. Il vento forte che ha soffiato improvvisamente non ha risparmiato il centro urbano e la rinomata zona di Santa Maria. La frequenza di questo tipo di calamità che stanno martoriando sempre più spesso l’agricoltura con danni totali per le aziende, impongono di passare a nuovi strumenti di risarcimento per mettere al riparo le aziende agricole dal fallimento. Per imprevisti di questa natura è necessario il riconoscimento del 100% dei danni con un provvedimento straordinario che consenta ai comuni di pagare in diretta gli indennizzi al fine di consentire, nell’interesse di tutti, alle aziende di continuare ad investire e mantenere in piedi le attività produttive. Occorrono tempistiche nuove: accertamento dei danni, stanziamento straordinario da parte della Ras e affidamento del pagamento ai comuni sulla base di un preciso indirizzo dell’Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agropastorale. Gli attuali strumenti non sono più sufficienti e le aziende agricole che stanno muovendo i primi passi, già indebitate hanno perduto, per una grandinata di 10 minuti, il lavoro ed il reddito di un anno intero.

Fulvio Tocco

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