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Villa Verde, il rettore dell’Università di Cagliari Francesco Mola: “Questo scavo archeologico è un esempio di perfetta sinergia con l’ente locale”

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Il sindaco Marchi: “Un’attenzione dell’Università, che premia i nostri sforzi”

 

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«Bisogna ragionare su come far arrivare maggiori risorse per questi progetti di scavo. Sono iniziative, che rappresentano anche risorse dal punto di vista dello sviluppo turistico per questi territori, per attrarre visitatori anche dall’estero. Anche per noi, Università, sarà un interessante banco di prova per ragionare anche sui rapporti di collaborazione con altri atenei europei. Chiederò che questo possa diventare un meccanismo di condivisione con questi altri paesi».

Parole entusiaste unite a impegni futuri del Rettore dell’Università di Cagliari. Francesco Mola, che ha visitato lo scavo archeologico- didattico in corso nel sito di Bruncu ‘e s’Omu, nel territorio del Comune di Villaverde.

Un rettore piacevolmente stupito dalla collaborazione perfetta fra Università e amministrazione comunale, «una sinergia, che mi ha sorpreso», ha sottolineato più volte il professor Mola.

Un progetto che da anni si basa su un patto di ferro fra l’Università di Cagliari e il Comune di Villa Verde.

Ad accogliere il rettore il sindaco del paese del Monte Arci Sandro Marchi e il professor Riccardo Cicilloni, che dirige la nona compagna di scavo nel sito, coadiuvato dal dottore di ricerca Marco Cabras.

«Un momento importante per la nostra comunità, una reale testimonianza del supporto istituzioni ai nostri progetti», ha aggiunto il sindaco di Villa Verde.

Soddisfatto anche il presidente del Consorzio Due Giare Lino Zedda: «Il progetto di sviluppo e rilancio turistico del nostro ente per la Marmilla si basa anche e soprattutto su iniziative come queste. Complimenti a Villa Verde, uno dei tredici comuni del nostro Consorzio, per la tenacia e la convinzione con le quali da anni valorizza questo bellissimo sito archeologico, immerso in una natura straordinaria».

LO SCAVO Bruncu ‘e s’Omu è importante villaggio nuragico del periodo del Bronzo Finale (1150-900 a.C.). Dal 2013, lo scavo si svolge in regime di concessione ministeriale assegnata al Dipartimento di Lettere Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari. Le attività di ricerca dell’Università di Cagliari si sono concentrate, finora, su un grande isolato, ubicato nell’area nord-est del villaggio, costituito da otto capanne, i cui ingressi si aprono su un vasto spazio centrale, una piazza. «Quest’anno alla nona campagna di scavo partecipano, per tutto il mese di luglio, una cinquantina di studenti dei Corsi di Laurea in Beni Culturali e Spettacolo, in Archeologia e Storia dell’Arte e della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Cagliari», ha spiegato Cicilloni, «le operazioni vengono effettuate grazie al supporto economico e logistico del Comune di Villa Verde, che ha messo a disposizione il vitto ed una foresteria per l’alloggio dei partecipanti». La foresteria si trova nei locali nel centro di produzione culturale “Move The Box” di Villa Verde, di proprietà proprio del Consorzio Due Giare. Alla visita allo scavo di Villa Verde hanno partecipato anche il Prorettore alla Didattica, nonché Direttore del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali Ignazio Putzu e il Coordinatore dei Corsi di Beni Culturali Fabio Pinna.

LE SCOPERTE Cicilloni ha aggiunto: «Questi nuovi scavi si sono concentrati su alcune capanne dell’isolato, del quartiere che da tanti anni stiamo indagando, in particolare tre capanne che non erano state ancora scavate». Non mancano le nuove scoperte. «Una delle tre capanne ha messo in luce una pavimentazione con pietre perfettamente lavorate, con delle lastre. Oltre ad un’altra serie di reperti, soprattutto ceramici, che ci consentiranno di ricostruire la vita del sito durante le fasi dell’età del Bronzo».

IL RETTORE Reperti degli scavi precedenti, che il rettore Mola ha potuto ammirare e visionare nel laboratorio, realizzato vicino alla sala consiliare di Villa Verde. Poi la visita si è spostata, appunto, nel sito archeologico, immerso fra i boschi del Monte Arci. Il professor Mola si è intrattenuto con gli studenti impegnati nello scavo e si è complimentato con loro per il lavoro svolto. «Oggi ho potuto vedere qualcosa di sorprendente», ha confessato il rettore, «non mi aspettavo una tale sinergia fra la nostra Università e l’amministrazione comunale e con la comunità di Villa Verde. E, oltre le grandi scoperte che questo sito ci sta regalando anche quest’anno, ho percepito il grande rispetto per quello che si vuole fare come progetto futuro. Non è uno scavare e basta, ma è un progettare qualcosa insieme, di molto più importante».

IL FUTURO L’amministrazione di Villa Verde si aspetta molto da questo sito. «Finora Bruncu ‘e s’Omu ci ha dato risultati, che sono andati oltre le nostre aspettative», ha sottolineato il primo cittadino, «il villaggio risulta molto più esteso di quello che si immaginava all’inizio. Anche i nuovi reperti ci consentiranno di scrivere la vera storia di questo sito». E, in fatto di nuove scoperte, sempre il rettore Mola ha partecipato, nella sala consiliare, a una breve presentazione del progetto del CNR-ISPC, coordinato da Nicola Masini, che ha analizzato il sito dall’alto attraverso una moderna strumentazione, applicata a un drone. I risultati sono promettenti e saranno esposti nelle prossime settimane. La visita del rettore a Villa Verde si è conclusa con la recita di una bella poesia, dedicata a Mola, scritta e letta da Giovanni Ledda, cittadino del paese del Monte Arci e profondo conoscitore di quei luoghi.

 

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