Economia & Lavoro

Villacidro, è ripartito il galoppo all’ippodromo

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di Fulvio Tocco

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 Il primo elemento positivo è stato quello di poter effettuare le corse all’ippodromo di Villacidro: siamo ormai alla terza giornata di calendario.
In tutto sono nove.
Dopo le abbondati piogge quest’ippodromo conferma di avere una delle piste più interessanti del panorama nazionale.
Per questa ragione e per il consistente investimento a carico della Regione Autonoma della Sardegna, è un dovere di chi amministra la cosa pubblica, quella di tutti, utilizzare pienamente i benefici di questa unica struttura che opera nel Sud della Sardegna.
Spesso non ci si pensa ma la gestione di un cavallo da corsa costa mediamente 15 000 euro in un anno; sono soldi che appassionati, proprietari, allevatori investono sull’animale utilizzando i servizi di diverse professioni per tenerlo in ottime condizioni.
In passato i politici sardi si son battuti per ottenere il riconoscimento e le corse; con la forte crisi del 2008-2009 non fu semplice ottenere il riconoscimento dell’ippodromo dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e le relative giornate di corsa con dote finanziaria.
Ma l’interessamento bipartisan consentì l’assegnazione delle giornate di corsa nazionali prima e, dopo il riconoscimento, anche di quelle aggiuntive della Regione sarda.

Ora, ripeto, le giornate di calendario sono 9; partendo dell’esempio del passato ci vorrebbe il coinvolgimento di tutte le forze politiche per chiede, dopo anni d’inerzia, un piccolo aumento delle giornate di corsa.
Se si otterranno almeno 12 giorni di corse ci devono essere in circolazione per il periodo invernale almeno 200 cavalli, in quanto in ogni giornata di gare ne corrono una media di circa 50 che non possono correre nuovamente per diverse settimane in quanto ci deve essere inevitabilmente un periodo di riposo.
Numero 200 cavalli, per il costo medio di gestione 15 000 euro, genera un giro d’affari di 3.000.000 (tre milioni) di euro con ricadute positive sul panorama socio economico della Sardegna.
Chi alleva un cavallo da corsa coinvolge annualmente agricoltori per paglia, biada e fieno, personale al servizio dei cavalli, utilizzo box, affitto piste, trasporti, allenatori, veterinari, maniscalchi, venditori di finiture, servizi alle piste di allenamento, farmaci e integratori specifici).
Quindi il giro di gente impegnata attorno al cavallo come si può notare non è di poco conto.
Per avere questo risultato è necessario che si faccia pressione politica a livello nazionale (Ministero risorse agricole) uniti come nel passato per ottenere le giornate di corse necessarie, e i relativi montepremi. È noto che un ippodromo non si regge, sui biglietti venduti o gli spettatori paganti, ma dalla quota che il Ministero paga per realizzare le corse e gestire gli impianti, proporzionalmente alla categoria di riconoscimento.

Per sostenere la causa di Villacidro, le argomentazioni per la richiesta di altre poche giornate non mancano, essendo un ippodromo tra i più grandi e belli d’Italia; senza dimenticare che ha, cosa non comune, una pista dritta di 1000 metri utilissima per le gare dei cavalli di due anni. Agli scettici bisogna ricordare che se si lavora seriamente per utilizzare al meglio la struttura, oltre alle corse al galoppo l’ippodromo di Villacidro, col potenziale che ha, dovrebbe vivere anche di altri momenti oltre alle gare stesse.
I più piccoli potrebbero conoscere all’interno dell’ippodromo i cavallini della Giara e i cavalli del Sarcidano.

Per gli adulti in giornate particolari, magari in quelle di apertura di stagione.
Dal punto di vista culturale prevedere delle giornate di approfondimento dedicate alla storia del cavallo in Sardegna e dei personaggi che si sono distinti, e ancora si distinguono, a livello nazionale ed internazionale. Sul piano più strettamente sportivo, sarebbe da esaminare la possibilità di poter organizzare un Internazionale di Salto Ostacoli.
Questo per dire che non è il caso di disinteressarsi del comparto ippico ma occorre rilanciarlo affinché sia fonte di ricchezza per tutti.
Presi da tante cose, spesso non ci badiamo, ma l’immagine e il nome di Villacidro e della Sardegna, sono diffusissimi anche tramite le corse all’ippodromo.
Un motivo in più per sostenere l’ippica anche nel sud dell’isola.

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