CULTURA. EDITORIA

Villacidro, Gianluca Celestino Cadeddu: l’anarchico costruttivo

Gianluca Cadeddu
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È uno scrittore fuori dagli schemi: scrive quello che pensa e pensa quello che scrive assumendosene tutte le responsabilità.
Da tempo è impegnato nella scrittura di diversi libri “rivoluzionari” che diffonde un po’ nel mondo anche grazie ai suoi continui viaggi.
Lo abbiamo intervistato ponendogli alcune domande sulla sua persona e le sue opere.


di Gian Paolo Marcialis
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Racconti qualcosa di se
Grazie alla mia perpetua ispirazione, alla mia costante iperattività e anche grazie ai tanti lettori e fan che hanno sempre creduto nelle mie battaglie umane, letterarie, culturali e divulgative, l’evoluzione della mia carriera letteraria appare inarrestabile. Da scrittore ribelle, anticonformista e anarchico costruttivo il successo lo devo anche alla mia tenacia di affiancare alla narrativa tutte le battaglie contro le lobby politiche, imprenditoriali, finanziarie, sanitarie, spirituali, culturali e informative che stanno facendo crollare l’Italia. E da viaggiatore scrivente questa è una cosa che posso dire anche perché il mondo lo conosco e so bene quanta mediocrità, quanta falsità, quanto opportunismo e quanto nepotismo stanno rendendo mediocre l’Italia rispetto al resto del mondo. Dopo vent’anni di carriera letteraria che mi ha visto protagonista con un’opera di croni-poesia, sei thriller filosofici di successo (anche se io preferisco la parola consenso perché successo è una parola che preferiscono gli editori) e anche due saggi di giornalismo poetico viandante, oramai a livello mondiale sono conosciuto come l’inventore di questi tre generi letterari. Non è un caso che vivo la mia vita perennemente in giro per l’Italia e per il mondo e in Sardegna ci sto poco. Infatti, vengo invitato a fare tante presentazioni dei miei libri di successo, tanti Reading Letterari e tante Performance Reading ovunque sul globo terracqueo. Nei miei vent’anni di fervida, ribelle e indomita carriera letteraria sono stato invitato a portare la mia arte in quasi tutti i continenti mondiali. Mi manca solo l’Australia. Ma sono fiducioso per il futuro… In più grazie al grande successo faccio anche delle collaborazioni internazionali da giornalista freelance, cioè veramente libero. Dall’anno 2011 ho collaborato e collaboro con Diario de Mexico (Città del Messico), Franckfurter Allgemeine Zeitung (Francoforte), Journal de Noticias (Porto), Canarias 7 (Santa Cruz de Tenerife), Bollettino di Studi Mediterranei (Limassol), Diario de Mallorca (Palma di Maiorca) e Bangkok Post (Bangkok). Nella mia carriera letteraria e giornalistica mi aiuta molto la conoscenza dell’inglese, spagnolo, francese e portoghese. In passato l’ho migliorato nei nove anni in cui pur facendo l’imprenditore calzaturiero ho lavorato anche come accompagnatore turistico per Turisanda, Gastaldi Tour, la Compagnia delle Indie e la Sardamondial (quando esisteva). Ho iniziato la mia carriera letteraria pubblicando con due case editrici sarde: Aipsa Edizioni e La Riflessione (dal 2002 al 2012). Nel 2014 sono passato a una casa editrice non sarda. Ho scelto Prospettiva Editrice di Roma (tra le 18 case editrici della penisola che fin dal 2008 mi volevano a tutti i costi) perché è quella che mi ha offerto il contratto migliore ma soprattutto mi garantisce completa libertà. Con i miei thriller filosofici faccio scoprire ai miei lettori tante verità che l’informazione ufficiale non rivelerebbe mai e che tanti (non tutti ma tanti) sistemi politici, imprenditoriali, finanziari, spirituali, sanitari, militari, culturali e giornalistici occultano ad oltranza. la mia missione umana, letteraria e divulgativa e’ quella di sputtanare questi sistemi marci e criminali che sono lo sterco della società e sono subdoli profittatori che vivono e si arricchiscono sull’opportunismo dei loro adepti sofferenti (anche Villacidro, Cagliari e buona parte della Sardegna sono pieni di questi bavosi. Non è un caso che nel mondo letterario sono conosciuto come il viaggiatore scrivente, il Che Guevara sardo, il poeta errante ma soprattutto come l’anarchico costruttivo. E non è un caso che la gente compra e legge i miei thriller filosofici e i miei saggi di Giornalismo Poetico Viandante. Indipendentemente dalla mia bravura, dalla mia ispirazione e dalla mia genialità è soprattutto il progressivo tam-tam dei miei lettori che mi ha fatto raggiungere questo alto livello di apprezzamenti. Vengo invitato e ci vado molto volentieri a molti festival letterari e a tantissimi saloni del libro nazionali e internazionali. Adoro i festival e i saloni del libro perché vado, faccio la mia serata e accolgo tanti miei lettori o potenziali lettori con cui ho un interscambio immediato veramente stimolante e costruttivo. E soprattutto non sono una competizione. io sono solo in competizione con me stesso per scoprire dove posso veramente arrivare con liberta’, conoscenza, dubbio, umiltà e onestà umana /intellettuale, che poi sono le vere e uniche ricchezze della vita. Campare d’arte non è facile ma grazie alla mia ispirazione investigativa e ai miei lettori a me sta succedendo. Tuttavia, io vivo umilmente sempre con i piedi per terra. Nella storia della cultura sarda sono stato l’unico scrittore sardo che è stato invitato a presentare un suo thriller filosofico all’Università Harvard di Boston nel 2012 (una delle università più importanti del mondo) e in più nel 2013 mi hanno voluto in quel mitico ateneo americano per tenere una lezione di filosofia nell’aula magna più grande e per parlare agli studenti del mio concetto filosofico di anarchia costruttiva. Non c’è dubbio che questa è una delle mie più grandi soddisfazioni.

Può fare una breve cronistoria delle sue opere?
Nel 2002 esce la mia opera di Croni-Poesia “Liviam” (Aipsa Edizioni). Nel 2007 pubblico il primo thriller filosofico “L’anarchia di Borotalco” (La Riflessione). Nel 2008 segue “La densità del dubbio” (La Riflessione). Nel 2010 è in libreria “Labirinti alla menta” (La Riflessione). Nel 2014 esce “Il pinguino di seta sul grande mango” (Prospettiva Editrice). Nel 2016 esce il mio quinto Thriller Filosofico “Le cicatrici dei depressi inventati” (Prospettiva Editrice). Anche se in realtà questa è la nuova veste editoriale pubblicata dalla mia nuova casa editrice. Infatti fu già pubblicato nel 2012 dalla mia vecchia casa editrice. Nel 2017 esce il mio primo saggio di Giornalismo Poetico Viandante “Il Profumo della Conoscenza” (Prospettiva Editrice). Nel 2018 esce il mio sesto Thriller Filosofico “Isolitudine Costruttiva” (Prospettiva Editrice). Nel 2020 (in piena epoca pandemica) esce il secondo saggio di Giornalismo Poetico Viandante “L’Occidentale dall’andamento lento” (Prospettiva Editrice). Nel 2021 sono stato insignito del settimo premio (primo fra gli italiani) a The Grand Award To Excellence “Tra le parole e l’infinito” (Bruxelles e Napoli) come massima eccellenza italiana letteraria e culturale a livello europeo. Nel 2022 l’Accademia Velardiniello di Napoli mi ha insignito del titolo di Accademico Velardiniellano con Laura Honoris Causa alla mia carriera nazionale e internazionale. Nel 2022 ad Amelia (Umbria) sono stato membro della giuria al Premio Letterario internazionale forma cultura, durante la tre giorni della Biennale Umbria Letteraria. Non vivo di numeri ma in un mondo troppo materialista e competitivo purtroppo sono i numeri che vivono degli uomini. Preferisco le emozioni e i tormenti per fare le mie rivoluzioni umane e culturali. Il 70% dei soldi che guadagno con i diritti d’autore e con le mie collaborazioni da giornalista freelance lo investo per andare in giro per il mondo a fare le mie indagini e le mie ricerche, per confrontarmi con le altre etnie mondiali in uno scambio perpetuo di conoscenza e per andare a fare le mie performance reading e le mie presentazioni letterarie ovunque sul globo terracqueo.

Come si definisce?
Indipendentemente dal numero di copie vendute dei miei libri (sono tante) quello che realmente sento come mio successo è non aver mai intaccato la mia purezza umana e letteraria e soprattutto la mia Anarchia Costruttiva. Ed è ovvio che così mi sono fatto tanti fan ma anche tanti nemici. Io sono il viaggiatore scrivente, sono l’anarchico costruttivo e con la mia arte porto Villacidro, Cagliari e la Sardegna ovunque nel mondo. E alla fine lo stanno scegliendo i miei lettori.  In fondo il mio vero successo è questo! Ecco perché mi sento veramente libero e sereno. Sono la dimostrazione che in Sardegna qualcosa ancora funziona e che dall’arte si riparte come da convinto cittadino del mondo urlo tutti i giorni vivendo solo l’avanguardia come tradizione.

 

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