Attualità

 Villacidro, Museo d’Arte contemporanea

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di C.C. C. (Comitato Cívico Civile Cittadino) e Don Efis Cai
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Fra i tanti problemi da risòlvere è necessario definire tutto ciò che è, da anni ed anni, continuamente richiesto e indispensàbile, nella grave situazione in cui si trova il Palazzo vescovile: risanare tutto dalla base all’último piano, nelle fondamenta, nelle pareti, nei muri portanti, nei pavimenti, nelle línee ídriche ed elèttriche interne. Non è certo último, anche se ne scriviamo solo ora, il problema da risòlvere quanto prima possíbile (ben sapendo che il Comune di Villacidro ha ricevuto i due milioni d’euro), ossía è bene incominciare dal giardino per conclúdere con lavori interni al Palazzo vescovile settecentesco, in cattive condizioni.  È necessario che si risànino i molti danni causati dal tempo nell’edificio che òspita i tanti gruppi cattòlici che frequentemente s’incóntrano nelle domèniche e in alcuni giorni festivi, non solo per le preghiere e per poter mangiare insieme, ma anche per occupare le càmere dei seminaristi di un tempo e per dormirvi fino al giorno successivo.

Villacidro, seminario vescovile

E òspita già da qualche anno sia la “Fondazione Marchionni” con il suo Museo della Gràfica, Magmma, sia il “Museo della Poesía in cornice”, il “Primo Museo dei Naïf“  in Sardegna, il “Museo d’Arte contemporànea”, tutti e tre nati grazie all’Organizzazione Divulgazione Arte  e, logicamente, per volontà del monsignor Àngelo Pittau, a Villacidro il maggior responsàbile per l’uso del Palazzo, il fondamentale culturale Centro di Alta Formazione. Tra non molto tutto dovrà trasferirsi altrove. Ma il Comune di Villacidro ha lasciato in mano della “Fondazione Dessí” tutto lo spazio del “Mulino Cadoni”. E dove si potranno esporre dipinti, sculture, versi in cornice, libri e collezioni importanti?
Da anni l’O.D.A. ha raccolto diverse òpere d’arte di scultori e di molti pittori e il Museo non è stato ancora nominato ufficialmente dal Síndaco di Villacidro, intitolato al bravíssimo pittore del Novecento sardo poco apprezzato da alcuni, per ignoranza e cattiveria, allora, ma anche molto lodato da rari preparati e colti del suo tempo e, ancora, dai crocianamente sensíbili che oggi lo lòdano e lo gloríficano, Mario Anni. Aspettiamo quel momento di valore. È il passo di sano percorso dell’attività amministrativa che darebbe l’avvío agl’interventi púbblici, nel migliore dei modi.  Per quanto riguarda il comportamento civile con l’uso dei mezzi a motore e il rispetto dell’igiene, è necessario che la polizía urbana non solo controlli con le fotografíe la situazione di inosservanza di ogni règola (che si verífica da anni ed anni, tutti i giorni e in tutte le strade e le piazze di Villacidro), lasciando le cose come stanno, ma decisamente intervenga ogni volta per evitare la confusione, il chiasso, la sporcizia, il disòrdine che pròvocano incidenti con guai, sofferenze e bisticci. Intervenga per i parcheggi alla rinfusa, sotto i cartelli di divieto di sosta, con la parte anteriore dell’auto, a sinistra, nel senso opposto al percorso normale, persino sopra i marciapiedi oppure nello spazio delle rotatorie o in curva o davanti agli ingressi delle case. Agíscano i vígili e impedíscano agl’incivili prepotenti padroni delle strade, delle piazze, dei marciapiedi. Invece, come quasi sempre, contínuano a voltare lo sguardo altrove. Decisamente intervèngano ogni volta che le strade, anche quelle piú centrali, síano pervase dalle acque lúride, schiumose e puzzolenti, per i lavaggi delle autovetture con secchi e pompe d’acqua oppure per le pulizíe di cortili, stanze e terrazzi da cui i líquidi e le schiume vengon fatti scórrere nelle vie trasformate in fogne all’aperto. Hanno solo orecchie larghe, ma gli orecchi non sèntono. Hanno solo occhi, ma le pupille non vèdono, perché si vòltano verso la parte opposta. Hanno la divisa, ma se ne frègano dei cittadini e fíngono di non vedere e di non ascoltare che in tutto il paese decine e decine di automòbili stanno ferme per ore, per mesi, per anni, ormai per decenni, nelle curve, nelle rotatorie, nel senso opposto del movimento regolare, sotto i cartelli con divieto di sosta. E scàppano via perché sempre rispóndono che hanno altro da fare. Ma sanno solo fotografare. Questo Comitato farà di tutto perché si muova la “Polizía” cidrese, finalmente, chiedendo che intervenga il Síndaco e il Prefetto, poiché il “cittadino civile”, da anni e anni e anni, non conta nulla…

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