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Villamar, campus scolastico: torna in auge il progetto

Villamar, scuola media
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di Simone Muscas
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Grazie a un finanziamento ministeriale di circa cinque milioni di euro è stato dato avvio al progetto per la costruzione di un campus scolastico in Marmilla. L’edificio, il cui iter progettuale è soltanto agli inizi, necessiterà di alcuni anni per essere realizzato e sorgerà a Villamar dove oggi vi sono le scuole medie: «Il caseggiato attuale – spiega il sindaco del paese Fernando Cuccu – sarà abbattuto e ne verrà costruito uno nuovo». Il progetto però non riguarda soltanto Villamar. «Oltre al nostro Comune – continua Cuccu – aderiranno anche quelli di Villanovaforru, Villanovafranca, Segariu, Siddi, Las Plassas, Setzu e Genuri». Sono quindi otto su diciotto le amministrazioni dell’Unione della Marmilla che hanno deciso di accorpare le proprie scuole in un unico plesso a Villamar.
L’idea non è però nuova: nel 2014 l’Unione ricevette infatti un finanziamento regionale di 9 milioni di euro per realizzare un campus dove far convergere tutti i plessi dell’Istituto comprensivo (scuola dell’Infanzia esclusa) in un unico polo. Sul quel progetto però vi fu una divergenza di vedute fra i Comuni: da una parte vi erano i detrattori che non accettavano di perdere un servizio essenziale come la scuola nelle proprie comunità, dall’altra invece i favorevoli che concepivano il campus della Marmilla come idea lungimirante per via della bassa natalità e dello spopolamento dilaganti nel territorio. In nome del bene comune si preferì restituire il cospicuo finanziamento alla Regione».

Gli impressionanti numeri dello spopolamento (nel 2020 in Marmilla si è perso l’1,5% della popolazione rispetto allo scorso anno) rapportati a quelli dei 936 iscritti distribuiti nei tre ordini di scuola dell’obbligo dei 25 plessi dell’Istituto inducono però alla riflessione. Alcune sedi rischiano infatti di non avere i numeri per restare aperte: di queste i plessi dell’infanzia di Tuili e Segariu (rispettivamente con 13 e 17 iscritti), della primaria di Siddi (35) e Villanovafranca (22), e della Secondaria di Ussaramanna (21) e Segariu (10) sono i casi più emblematici. Le leggi ministeriali non aiutano: il numero degli alunni minimi concessi per singola classe è infatti lo stesso su tutto il territorio nazionale. Semmai è l’Ufficio scolastico di Cagliari che in base al personale docente a disposizione riesce di anno in anno a compensare le disparità concedendo in deroga la formazione di classi anche se i numeri di alunni sono esigui: ma si tratta di una soluzione precaria che non dà garanzie certe nel lungo periodo. «Il problema potrebbe ridimensionarsi – spiega il dirigente Roberto Scema del comprensivo di Villamar – se venisse portata avanti una battaglia dei territori per far sì che la Regione metta in atto una legge che valorizzi al massimo le prerogative autonomistiche e che dia garanzie certe per allentare i vincoli troppo stringenti per la formazione classi nei centri con pochi bambini residenti».

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