Attualità

Villamar, i leoni della piazza di chiesa e la polemica sulla loro conservazione

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di Simone Muscas
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Appena qualche settimana fa ha fatto discutere un post su una pagina Facebook, denominata “Sardegna, isola Atlantide”, composta da appassionati ed esperti del settore, nella quale l’autore lamentava, a suo dire, una particolarità riguardante due statue che si trovano a Villamar.
A far discutere sono stati i due leoni in pietra che da tanto tempo sono collocati ai lati dell’ingresso principale della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.

Secondo l’autore del post si tratterebbe di un vero e proprio scempio archeologico visto che due opere così importanti, che secondo gli studiosi avrebbero parecchi secoli di vita, si trovino esposte all’aperto anziché essere custodite in un museo archeologico. Un post incalzante e polemico: «È possibile – scrive l’autore – che nessuno si sia mai reso conto dell’antichità di tali statue testimoniata anche dalla presenza dei licheni depositati nella pietra delle stesse?»  Da quelle considerazioni sono poi scaturiti una serie di commenti di dissenso verso i responsabili della cultura archeologica sarda: seppur nelle carte ufficiali la loro provenienza risulti ignota, secondo alcuni esisterebbero fonti certe che indicherebbero come le due statue scamparono alla distruzione di uno dei templi che tanti secoli fa erano stati costruiti proprio a Villamar i quali, originariamente, si trovavano nell’ingresso di tali strutture.

Se da una parte il post ha creato spunti di riflessione sul valore archeologico delle statue e sulla loro collocazione, dall’altra ne ha creato nella popolazione locale che quelle statue le ha sempre conosciute da tempo immemore come elemento decorativo della piazza de corti. La loro collocazione affonda infatti le sue radici in un passato lontano visto che, come testimoniano fotografie datate e dipinti del passato, sino agli anni ’50 quegli stessi leoni non solo capeggiavano all’esterno della chiesa, ma erano collocati in una posizione contigua alla strada, più avanzata rispetto a oggi. In quegli anni la piazza era circondata da un muro sopra il quale da una parte e dall’altra poggiavano proprio i due leoni accosciati come a simboleggiare il dominio di quell’area.

Subito dopo il 1950 quel muro di cinta della chiesa venne abbattuto e, per due decenni, delle due statue non se ne seppe nulla per un po’ o almeno così si racconta: secondo alcuni pare fossero state regalate, per altri invece si trattò di un vero e proprio furto. Verso la fine degli anni ’70 fu il parroco locale, Raimondo Podda, a fare in modo che i due leoni tornassero alla comunità dopo circa un ventennio di latitanza: attraverso una sua mediazione vennero quindi recuperate e collocate nell’attuale posizione. Proprio alla luce della travagliata storia che ha caratterizzato i due leoni in pietra, non si sono fatte attendere le risposte di diverse persone del paese che quelle due statue, oltre ad averle sempre conosciute, le identifica come parte integrante storico culturale della comunità: «Si tratta di un’identità che va preservata. – È il sunto del messaggio lanciato da tanti villamaresi – Se l’attuale collocazione risultasse inadeguata al loro valore e si dovesse un giorno decidere di cambiarla, le due opere dovranno comunque restare a Villamar perché si tratta di un patrimonio che appartiene alla comunità».

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