Il Personaggio

Villamar,  Luigi Tatti: “Coltivando l’arte ho avuto la possibilità di realizzare mostre in alcune città europee”

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a cura di Fulvio Tocco
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Scultore autodidatta. Luigi Tatti, nato nel 1940), ha dedicato il suo tempo libero alla sua passione: la scultura. Questa passione era sbocciata intorno ai sette anni. La sua prima opera era stata la rappresentazione di un bronzetto in pietra calcarea che gli fu requisito da un capo cantiere locale. Ha imparato tutto da solo, realizzando con grande maestria centinaia di sculture.

HO VISSUTO NELLA DIFFICOLTÀ DEL DOPO GUERRA

Sono nato in una famiglia numerosa, composta da sette fratelli. Dopo la guerra che si concluse nel settembre del 1945 con la completa occupazione della Germania da parte delle truppe angloamericane e sovietiche, come nel resto dell’Italia, gran parte delle famiglie della Sardegna soffriva la carestia. La stessa situazione si viveva in casa mia per cui sono stato costretto sin da bambino a trovarmi un lavoro in campagna per non pesare totalmente sulla fragile economia familiare. Era un periodo di disuguaglianze estreme anche nella comunità di Villamar.

LE MIE PRIME ESPERIENZE LAVORATIVE

Nella stagione estiva trovavo occupazione nell’azienda di Federico Podda, un proprietario di Villamar, che possedeva dei capi bovini che conduceva nelle stoppie della località “Su Pranu”. Nella stagione invernale invece mi faceva condurre al pascolo gli agnelli selezionati per la rimonta. Il governo del bestiame andava fatto con attenzione in quanto nella predetta località, oltre ai seminativi, si trovavano la maggior parte dei vigneti e dei mandorleti del mio paese. Fu proprio questa attività invernale, all’età di 7 anni, che mi spinse istintivamente a modellare l’argilla che recuperavo in prossimità delle pozzanghere. Per renderla adoperabile, senza impastarla, ci pensavano le ruote ferrate dei carri che nel passare e ripassare la rendevano di pronta utilizzazione. L’argilla è stato uno dei primi materiali utilizzati dall’uomo nell’ambito delle sculture e, grazie alla sua malleabilità, anche io ho iniziato così. Per realizzare una statuetta in argilla non è necessario essere scultori professionisti in quanto, con impegno e dedizione, il risultato sarà ugualmente soddisfacente. Realizzare la forma di un animale o di una persona mi veniva naturale per cui ho coltivato ininterrottamente finora questa mia attitudine.

LA PRIMA SCULTURA

All’età di 16 anni ho realizzato la prima scultura vera e propria con una pietra calcarea locale. Era una sorta di bronzetto nuragico. Lo ricordo bene perché mi fu sequestrata da Eligio Scano, un capo squadra, con la motivazione che perdevo del tempo durante le giornate di cantiere comunale. Eligio si trasferì nella città di Cagliari e non ho più avuto notizia né di lui né della mia piccola scultura. Nel 1957 invece realizzai “l’uomo nuragico” su legno. Dopo diversi anni questa scultura la usai come modello da trasformare in bronzo alla fonderia di Milano. Per eseguire il lavoro di fusione mi rivolsi a Mario Piras che abitava nel comune di Elmas; era il rappresentante della fonderia lombarda in Sardegna. Ci pensò lui a ritirarmi e a riconsegnarmi l’opera a casa. Sono affezionato a tutte le mie opere ma questa è la mia preferita. Se oggi mi dovessero dare 5000 euro non la venderei di sicuro.

DA LAVORATORE AUTONOMO AD ARTISTA AFFERMATO

Da giovane svolgevo un’attività autonoma facendo il trasportatore. Nello stesso tempo ho conseguito la licenza di terza media nelle scuole serali che si tenevano in paese. Da camionista svolgevo il compito del trasporto merci conto terzi. Era un’attività che mi impegnava molto. Ma mi consentiva di dedicarmi all’arte. Ora le mie sculture son presenti, oltre che a Villamar, nella città di Carbonia e nei comuni di Sant’Antioco, Gonnesa, Tratalias, Santadi, Furtei, Sanluri, Villanovafranca, Tuili e in tanti paesi della Sardegna che ora non mi vengono in mente. Nel comune di Santadi ho collaborato col pittore, acquerellista, incisore, scultore Antonio Corriga (1923) uno dei più noti artisti della Sardegna. Corriga ebbe una prima educazione artistica dal rinomato pittore tedesco Richard Scheurlen, che trascorse molti anni a lavorare ad Atzara e in altri paesi del nuorese.

LE RELAZIONI ARTISTICHE

Durante la mia attività artistica, oltre a Corriga, ho collaborato con Antioco Cotza, Antonio Sanna, Eros Kara, Liliana Canu, Dina Pala, Pinuccio Sciola, Ricardo Cera, Luigi Pu, Sergio Putzu, Fernando Marrocu, Ferdinando Medda, Antonio Ledda, Antonio Lisci, Toto Putzu, Antonio Araccu, Efiso Cadoni e Rossano Putzu che ho conosciuto di recente. Parlo di artisti contemporanei affermati con i quali mi sono piacevolmente confrontato. Spero di poterlo fare ancora.

UN GIOVANE DA NON PERDERE D’OCCHIO

Tra i giovani che ha un futuro assicurato mi piace segnalare Lorenzo Muntoni di Segariu: un’artista dalle ‘mani d’oro’ al quale non manca la fantasia, ma anche la precisione e l’originalità che sono alla base delle sue creazioni, frutto di passione e dedizione. Se puoi prova a sentirlo.

LA MIA COLLABORAZIONE COL COMPIANTO ANTIOCO COTZA

Tra le tante cose condivise con Antioco mi piace ricordare, la realizzazione di un murale che abbiamo dipinto su una parete della città di Modena. Fu una bella esperienza che purtroppo non si potrà mai più ripetere.

LE ESPERIENZE IN EUROPA

Coltivando l’arte ho avuto la possibilità, grazie anche ai circoli dei sardi, di realizzare delle mostre in alcune città europee. Ricordo le iniziative, a Montmartre, il quartiere parigino degli artisti; nella città di Lione e a Cavaillon, un comune francese di oltre 25.000 abitanti. In quest’ultimo comune organizzarono una mostra tutta per me: non lo dimenticherò mai. In Olanda invece partecipai a una mostra predisposta nella città di Maastricht; l’organizzarono in un salone di circa 2.000 metri quadri che ospitava artisti di tutta l’Europa. Devo dirti che fu una bella soddisfazione essere assieme a loro.

UNA SCULTURA SI TROVA A FIGUEIRA DA FOZ

Durante una vacanza mi trovai in un viaggio di sette giorni in Portogallo. Esattamente nella città di Figueira da Foz, una celebre località balneare di quel paese che si affaccia sulla costa atlantica della Penisola Iberica e, grazie al suo patrimonio storico, è uno dei paesi più visitati d’Europa. Durante quel viaggio mi prestarono un martello e uno scalpello; nell’arco dei giorni di permanenza ho tirato fuori una statua alta un metro e ottanta che rappresenta una sirena. Quando capiterai in Portogallo vai a vederla, ne vale la pena!

L’INCONTRO CON GIOVANNI LILLIU

Facendo un passo indietro mi piace ricordare tra i sardi di valore anche l’archeologo Giovanni Lilliu; lo incontrai negli anni Settanta in un’occasione importante. In quella circostanza, facendo un cenno della mano verso il nuraghe che si stava ancora scavando, mi disse: “vedrai che una volta che questo nuraghe sarà scoperto del tutto porterà fortuna a questa comunità”. E ha avuto ragione. Oggi è bello vedere che il suo paese d’origine gli ha reso onore con la realizzazione del Centro che racconta la sua vita e la sua storia. In quell’occasione gli feci omaggio di una mia scultura in basalto. Con le esperienze maturate posso affermare che Giovanni Lilliu è stato uno studioso davvero di enorme statura.

GALLERIA D’ARTE LEONARDO: IL SOGNO DELLA MIA VITA

Da diversi anni ho realizzato a Villamar una mia personale Galleria d’arte di 50 metri quadri. Era il sogno che mi portavo dietro sin da ragazzo. Ora è aperta tutti i giorni e offre, oltre alle mie numerose opere, un’ampia selezione di quadri moderni e contemporanei. Sono opere donate da quasi tutti gli artisti della Sardegna che nel tempo ho conosciuto. Ora, questa galleria, è il luogo, in cui mi rifugio, liberamente, anche in questo delicato periodo di pandemia. È il rifugio in cui nascondermi quando imperversano le argomentazioni insensate e la negazione del sapere scientifico. Credimi non apprezzo le persone che seminano odio.

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