Attualità

Villamar, ricostruito il modellino dell’aereo tedesco precipitato durante la seconda guerra mondiale

Christian Salis
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di Simone Muscas
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Era il 29 maggior del 1943 e, pur si stesse vivendo in pieno la seconda guerra mondiale, quella giornata sembrava all’apparenza una come tante. Non sarebbe stato così. Successe infatti che durante quella tarda mattinata di 78 anni fa, mentre i contadini del paese erano intenti a estirpare le fave, il cielo si colorò di rosso per via di un violento combattimento aereo che vide opposte le forze angloamericane e quelle tedesche. Tre aerei dell’esercito nazista precipitarono nelle campagne del paese: l’intero equipaggio di uno di quei velivoli riuscì miracolosamente a salvarsi fra lo sguardo attonito di tanti contadini presenti nei paraggi. Di quel fatto straordinario ciò che possediamo sono appena due elementi: i racconti tramandati da qualche anziano (all’epoca bambino) che assistette a quell’episodio oltre che due foto d’epoca.

Ed è così che Christian Salis, 46 anni, originario di Sardara e residente a Villamar, macellaio di professione e appassionato di mezzi bellici, ha riprodotto un modello in scala di quell’aereo, di cui non si sapeva tantissimo. «L’ho ricostruito – racconta – osservando esclusivamente le due foto d’epoca esistenti. Analizzando quelle immagini in maniera approfondita ho capito che si trattava di un “Messerschitmitt Me 323 Gigant”, un velivolo di cui sono stati fabbricati appena duecento esemplari. Di quel mezzo esiste in esposizione soltanto un pezzo d’ala nel museo della seconda guerra mondiale di Berlino». Si trattava di un aereo adibito al trasporto dei soldati (ne poteva portare sino a cento), grande quanto la metà di un campo di calcio e che poteva raggiungeva la velocità di 250 chilometri orari. «Ho impiegato circa cento ore per assemblarlo e dipingerlo», spiega Salis.

Fra coloro che ricordano quella battaglia aerea c’è Antonio Sanna, 83 anni, artista di Villamar e appassionato di storia locale: «Avevo circa 5 anni, ero piccolo, ma ho ancora un ricordo nitido di quel giorno. Il fatto avvenne in località Ruilixi. I contadini, che in quel momento stavano portando avanti il loro lavoro, assistettero increduli al combattimento e presi dalla paura si buttarono al suolo per cercar riparo».
Furono momenti drammatici: «Mia madre – continua Sanna – mi fece da scudo per proteggermi. Lo stesso fecero altre mamme coi loro bambini». Ai contadini di Villamar, avvicinatisi al luogo dell’incidente per prestare soccorso, venne impedito di aiutare i feriti che vennero invece portati in salvo da altri soldati tedeschi. Ciò che si sa di quel giorno si ferma a questi pochi racconti, tant’è che di quell’evento per tantissimi anni rimase soltanto il ricordo di chi aveva assistito a quello spettacolo cruento.  Nel 1985 venne però in visita a Villamar il capitano di quell’aereo, il ricognitore ingegnere Elez Fedrick, che in quell’incidente rimase miracolosamente illeso e che durante il soggiorno nel paese Antonio Sanna accompagnò nel luogo dell’incidente: «Non riconobbe il luogo dell’atterraggio», afferma, «Mi disse di ricordare che ci fossero senz’altro più alberi rispetto a ora. Mi raccontò infatti che fu proprio uno di questi che attutì la caduta del velivolo mettendo in salvo i circa trenta soldati tedeschi presenti al suo interno».
Intanto con la ricostruzione del modello da parte di Christian Salis si ha oggi qualche elemento in più: oltre che rifar luce su una storia della quale sono oggi rimasti in vita pochi testimoni, quel modellino potrebbe forse potrebbe permettere di avere qualche dettaglio in più su quanto accaduto quel lontano giorno del 1943.
«Conto – si augura Salis – di mettere in esposizione il modellino nella macelleria dove lavoro. La speranza è magari rinvenire qualche pezzo di quell’aereo precipitato, che non è mai stato recuperato e rottamato dall’esercito tedesco. Chissà infatti che qualcuno non possieda qualche parte di quel mezzo e ne ignori la sua provenienza».
Per Salis non mancano gli obiettivi per il futuro: «Mi piacerebbe ora ricostruire i modelli degli aerei che causarono il bombardamento di Gonnosfanadiga durante la quale morirono ben cento civili».

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