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Economia & Lavoro

Villamar, Salvatore Pani coltivatore ed esperto di cereali

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Grano duro: una coltivazione che ha bisogno di maggiori attenzioni in Sardegna. Con l’annata agraria 2020/2021 si sono raggiunti 30.000 ettari coltivati. Neanche un terzo delle potenzialità che ha l’isola per investire su questo strategico comparto produttivo.

 

di Fulvio Tocco
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Salvatore Pani

Tore Pani è un agricoltore di Villamar che si dedica soprattutto alla coltivazione dei cereali. Il grano duro è la coltura principale sulla quale ha sempre investito e lavorato. Oggi fa parte del gruppo dei 540 produttori della filiera “Ercole Punto Zero” costituita dall’imprenditore del Medio Campidano Alberto Cellino. In virtù di quella adesione è uno dei conferenti che partecipa al raggiungimento della superficie di circa 7.000 ettari coltivati e di 300mila quintali di grano prodotto e ritirato che l’imprenditore di Sanluri ha reso noto. Grazie alla sua passione verso il predetto comparto produttivo è un agricoltore che sa fare un’attenta valutazione economica della propria situazione aziendale: costi colturali totali, costi fissi e variabili, confronto tra le varie colture, possibili innovazioni e cambiamenti. Fin quando lo zuccherificio di Villasor era attivo si è dedicato anche alla bieticoltura, ma conclusa quella esperienza nell’isola, la sua azienda ha puntato senza tentennamenti sulla coltivazione del grano duro e delle foraggere per beneficiare della pratica dell’alternanza colturale. Un modo per aumentare la resa dei cereali e per rispondere alla domanda qualitativa del mercato. La qualità elevata del grano duro della Marmilla permette di ottenere dei prodotti derivati con caratteristiche nutrizionali e organolettiche eccezionali.

LA CEREALICOLTURA RACCONTATA DA TORE PANI

L’annata agraria 2021/022 con un pagamento del grano conferito a prezzi soddisfacenti è ormai andata in archivio; è stato il miglior risultato degli anni 2000. La speranza è che vadano in archivio anche l’aumento smisurato del gasolio, delle sementi, dei concimi e dei diserbanti che, nella anzidetta campagna, hanno raggiunto aumenti insostenibili. Ma ho la sensazione che a fronte dell’aumento dei costi di produzione il prezzo del grano subirà qualche ridimensionamento e che i mezzi tecnici di produzione non ritorneranno mai più ai prezzi che abbiamo sostenuto sino alla campagna 2019/2020. Dico questo perché già da questo mese di febbraio 2023 i prezzi del grano duro sono in fortissimo ribasso in tutte le piazze.

GRANO DA SEME

Partiamo dal grano da seme conciato: nella campagna 2021- 2022 l’abbiamo pagato 67 euro al q. le. Nella campagna in corso invece l’abbiamo pagato 98 euro il quintale. E questo è il primo dato su cui riflettere.

LA CONCIMAZIONE

Nelle due ultime annate agrarie ho prestato molta attenzione alla concimazione. Sto cercando di ottimizzarla al massimo ma è impossibile evitarla se vuoi ottenere un buon raccolto. Io eseguo due interventi di concimazione: una di fondo e una di copertura a fine accestimento prima dell’inizio della levata. Per la concimazione di fondo, che rappresenta una importante voce di spesa, impiego 1,5 q.li di concime per ettaro coltivato. Se utilizzo il 18 / 46 spendo circa 180 euro per ettaro. Se utilizzo Entec circa 140 euro per ettaro. Molti agricoltori sono tentati dall’idea di tagliare sul costo del concime, secondo il mio modesto parere, si tratta di una strategia poco accorta. Se vuoi ottenere una discreta produzione, occorre aprire bene gli occhi, evitando sprechi, ma il nutrimento di cui hanno bisogno le piantine per crescere lo devi dare. Per la copertura utilizzo quintali 1,5 per ettaro di Nitrato ammonico. In alternativa 1,5 di Urea agricola, dipende dal periodo di concimazione. La spesa ammonta a 90/ 120 euro quando si usa Il Nitrato e a 94 euro quando si usa l’Urea. La concimazione di copertura è fondamentale per lo sviluppo della pianta, soprattutto delle radici, e per tutti i processi energetici. Quest’anno i prezzi dei concimi azotati sono in discesa.

DISERBANTI

Io uso il diserbante dal nome “Atlantis”. È un erbicida che non teme il gelo e che si può usare precocemente. Costa circa 38 euro il litro. Per combattere anche le erbe grasse aggiungo un prodotto che costa circa 18 euro il litro più un coadiuvante Song 70 WD, al fine di ottenere una gestione completa delle infestanti sul terreno. Per diserbare un ettaro di terreno utilizzo 1 litro di “Atlantis”; contro le erbe grasse 1 litro di “Sencor 600” o “Song 70 WD”. I costi sono i seguenti: 1litro di “Atlantis” euro 38; 1 litro di “Song” o “Sencor 600”, euro 15; 1 litro di coadiuvante costa 2,5 euro. Per un totale di euro 56 per ettaro di grano duro.

LE RESE PER ETTARO DELLA CAMPAGNA 2021 /2022

La scorsa annata ho avuto rese che sono andate da un minimo di 25 quintali. li per ettaro ad un massimo di 38 q.li per ettaro. Le rese minime le ho ottenute a causa delle precarie condizioni del terreno a causa delle piogge persistenti dei mesi di novembre e dicembre del 2021. Anche se le rese non sono state soddisfacenti la qualità del frumento era ottima.

IL COSTO DELLA MIETITURA

La mietitura ha avuto un aumento dei costi notevole. Se sino alla campagna 2020/ 2021 pagavamo per mietere circa 80-85 euro ad ettaro, nella scorsa campagna, col costo del gasolio salito alle stelle, abbiamo dovuto pagare circa 120 euro per ettaro. Per la raccolta di quest’anno non abbiamo ancora un dato di riferimento.

CONFERIMENTO ED INTEGRAZIONE DI PREZZO

Ho aderito alla filiera ‘Ercole punto zero‘ per avere un miglior riconoscimento del prodotto. L’anno scorso il grano mi è stato pagato 54 euro il q.le. Gli agricoltori che hanno conferito fuori filiera hanno avuto invece un riconoscimento di 52 euro il q.le. A queste somme dobbiamo aggiungere l’integrazione comunitaria che verrà pagata nel mese di giugno 2023. Nel corso dell’anno 2022 abbiamo ricevuto quella del 2021 che ammontava a 85 euro per ettaro. Rimane da ricevere il premio regionale 2021 per aver aderito alla filiera grano duro che ammonta a 340 euro, (250 + 90). Su quest’ultimo punto devo dire, che prima della recente deliberazione della giunta regionale che ha previsto interventi sino all’anno 2025, dovevamo fare le corse per inserire le domande in forma telematica e chi tardi arrivava veniva escluso dalla copertura finanziaria in attesa di una nuova possibilità. Questo a dimostrazione che l’aspetto burocratico è un freno terribile per chi svolge la professione di cerealicoltore in Sardegna. Chi avrà ingegnato questo nevrotico meccanismo? Quando eravamo ragazzi dicevamo “Chi prima arriva, prima alloggia” La rapidità nel fare le cose, di norma, è sinonimo di successo. Ma nel nostro caso può essere anche sinonimo di esclusione e di forti malcontenti.

UN CONTRIBUTO STRAORDINARIO

Per compensare l’aumento dei costi di produzione pare che la Regione abbia deliberato un contributo di 154 euro ad ettaro coltivato per tutto il territorio isolano. Però ancora non si conoscono le norme di attuazione.

L’INCOMPRENSIBILE BUROCRAZIA

Per percepire il premio regionale dell’accordo di filiera, le domande vanno corredate dalle fatture di conferimento e da un attestato di conferimento della stessa ditta che ritira il prodotto. Chi avrà ingegnato questo tortuoso meccanismo? Oggi mi sento di dire: troppa burocrazia per le aziende agricole, e ciò che mi fa rabbia e che nessuno si stia occupando per tagliarla. Però si chiede ai coltivatori di ampliare le superfici coltivare grano duro in Sardegna.

CONCLUSIONE

Con i campi seminati a grano duro ora aspettiamo che ci chiamino per la firma del contratto di filiera. La speranza è che anche per il raccolto di quest’anno si mantengano alti i prezzi in modo da coprire gli alti costi di produzione.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA
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