Attualità Diocesi di Ales-Terralba

XXXIII Giornata nazionale delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti, intervista a don Marco Statzu

Don Marco Statzu (foto Giovanni Panozzo)
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Un grazie per il dono dei sacerdoti in mezzo a noi, questo il significato profondo delle offerte deducibili. Torna domenica 19 settembre la Giornata nazionale delle Offerte per il sostentamento del clero diocesano, giunta quest’anno alla XXXIII edizione e celebrata in tutte le 26 mila parrocchie italiane.

La Giornata nazionale delle Offerte è una domenica di sensibilizzazione che richiama l’attenzione sulla missione dei sacerdoti, sulla loro opera e sulle offerte che sono dedicate al loro sostentamento.

“La Giornata Nazionale non è solo una domenica di gratitudine nei confronti dei sacerdoti ma è un’occasione per far comprendere ai fedeli quanto conta il loro contributo. Il sacerdote è un riferimento al nostro fianco che per svolgere il proprio compito ha bisogno di sostegno e supporto per vivere una vita decorosa. – sottolinea il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – Le offerte rappresentano il segno concreto dell’appartenenza ad una stessa comunità di fedeli e costituiscono un mezzo per sostenere concretamente tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro. Tanto più in questo anno e mezzo segnato dal Covid, in cui da mesi i preti diocesani continuano a tenere unite le comunità provate dalla pandemia, promuovono progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione, incoraggiano i più soli e non smettono di servire il numero crescente di nuovi poveri”.

Nonostante siano state istituite nel 1984, a seguito della revisione concordataria, le offerte deducibili sono ancora poco comprese ed utilizzate dai fedeli che ritengono sufficiente l’obolo domenicale; in molte parrocchie, però, questo non basta a garantire al parroco il necessario per il proprio fabbisogno. Da qui l’importanza di uno strumento che permette a ogni persona di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani e che rappresenta un segno di appartenenza e comunione.

L’importanza di questa unione è sottolineata anche dal nuovo nome attribuito alle offerte che da Insieme ai sacerdoti diventano Uniti nel dono (www.unitineldono.it) per mettere, ancor più, in evidenza il principio di reciprocità e condivisione che rende forti le comunità parrocchiali e il valore della comunità stretta intorno al proprio parroco.

I nostri sacerdoti hanno bisogno della vicinanza e dell’affetto delle comunità. – aggiunge Monzio CompagnoniOggi più che mai ci spingono a vivere il Vangelo affrontando le difficoltà con fede e generosità, rispondendo all’emergenza con la dedizione”.

Quando è iniziata la pandemia in tanti hanno perso tutto in un attimo. Lo sa bene Don Marco Statzu, 42 anni, responsabile della Caritas di Ales-Terralba, che ha raccolto il grido di aiuto di commercianti ed imprese in difficoltà promuovendo il fondo, intitolato a San Giuseppe Lavoratore, per sostenere l’economia locale stremata dal Covid. La Sardegna sud-occidentale, l’ex provincia del Medio Campidano, inglobata in quella del Sud Sardegna, è uno dei territori più poveri d’Italia, agli ultimi posti della classifica per reddito pro-capite. Un territorio dove la dispersione scolastica raggiunge il 30% e la disoccupazione si attesta su picchi altissimi superiori al 25- 30%. In questo contesto la pandemia ha aggravato una situazione di precariato già molto diffusa.

Don Marco Statzu (foto Giovanni Panozzo)

“Dietro quelle serrande rimaste abbassate per mesi – precisa don Marco, che è anche parroco a Sa Zeppara (Guspini) e docente di Antropologia alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna – ci sono i sacrifici di una vita, storie di attività familiari che durano da generazioni, di stipendi mancati, di debiti e di una sofferenza nuova con cui fare i conti. Da marzo 2020 in poi abbiamo registrato un aumento crescente delle richieste di aiuto ed abbiamo fornito un sostegno materiale indicativamente di cinquemila pacchi al mese. Le domande sono aumentate all’incirca del 30%, rispetto alle persone che già prima si rivolgevano a noi perché non riuscivano a sostenere le spese e ci siamo resi conto che tra queste ce ne erano tante che mai avrebbero pensato di doversi rivolgere alla Caritas o quantomeno di doverci raccontare le loro gravi difficoltà. In accordo con il vescovo, monsignor Roberto Carboni, siamo riusciti, in poco più di due mesi di lavoro, a creare questo Fondo di Solidarietà intitolato a San Giuseppe Lavoratore, destinato proprio alle micro e piccole imprese e ai lavoratori autonomi che operano nel territorio della diocesi”. 

Don Marco classe 1979, sacerdote dal 2004, ultimo di 4 fratelli, papà muratore e mamma commerciante, conosce da vicino le problematiche di chi non può contare su un reddito fisso a fine mese.

“Il contributo era a fondo perduto – prosegue Don Marco – ma ognuno dei destinatari si è impegnato a fare qualcosa per gli altri, un gesto bellissimo perché ha allargato il nostro sostegno facendo in modo che essi stessi diventassero, a loro volta, contributori per gli altri. Questo progetto ci ha fatto incontrare volti e realtà dignitose nel loro silenzio: ora puntiamo a rendere stabile quest’azione circolare per il bene comune”.

Del resto il motto di Don Marco, sacerdote che scrive anche poesie, è “Mai ormai” perché “non esiste la parola ormai. Bisogna sempre riprendere il proprio percorso in modo particolare con i giovani e per i giovani. Noi cerchiamo di offrire loro la possibilità di ricominciare a studiare e a lavorare, di riprendere a camminare nella convinzione che se si perde il treno non c’è mai una vera perdita perché si può proseguire anche a piedi. Ci sono tanti motivi per camminare anche a piedi”.


E in tanti grazie all’aiuto ricevuto hanno ritrovato il coraggio e la forza per andare avanti. Come Andrea, 40 anni, sposato, con due figli, che vive in un paese della provincia di Oristano. Dalla Caritas diocesana di Ales-Terralba durante la pandemia ha ricevuto aiuti per la sua bottega artigiana. “Alcuni investimenti fatti prima del lockdown mi avevano messo in ginocchio – spiega Andrea – Oggi invece posso raccontare la mia esperienza, e cerco a mia volta di ‘sdebitarmi’ con chi tra i miei clienti non mi può pagare “. 

“Non mi aspettavo un aiuto così importante – aggiunge Federico, artigiano a Terralba- L’unico aiuto concreto che ho ricevuto.  Se ci si aiuta tra di noi abbiamo già vinto”.

In questo anno la Caritas Diocesana ha portato avanti un percorso di formazione nelle Caritas Parrocchiali, un progetto che coinvolge la comunità Rom stanziata in Diocesi, e poi alcuni corsi gratuiti di lingue e di disegno e un percorso di sostegno per minori con diagnosi di DSA per accedere gratuitamente ai trattamenti specialistici che sono molto onerosi, oltre che un doposcuola, perché la pandemia ha aggravato la già fragile situazione educativa: “Tutti gli operatori –sostiene don Marco – sono davvero in gamba, e si donano con professionalità e impegno: io da solo non potrei fare nulla”.

Don Marco ha raccontato la sua esperienza umana a Giovanni Panozzo nel corto dal titolo Questa è la mia cattedrale”, filmato della serie sulle vite e sulla missione dei sacerdoti, disponibile nel canale youtube Uniti nel dono e condivisibile al link https://youtu.be/cAcgKx07tQE

“La mia cattedrale è fatta di persone – conclude Don Marco – ovviamente non di mura. Qui le persone sono semplici ma ti danno il cuore, quando vai a visitarle ti sorridono, ti chiedono di benedire le loro greggi, le loro stalle, di pregare con loro perché ci sia un mondo migliore per loro. Gli anziani sono contenti di trovare qualcuno che li valorizzi e che li accolga”.

La Giornata Nazionale sarà organizzata in collaborazione con Azione Cattolica e Avvenire, uniti nella promozione di valori comuni alla base del sostentamento dei sacerdoti. Domenica 19 infatti in tutte le edicole sarà possibile trovare, allegato al quotidiano, uno speciale interamente dedicato alla Giornata e diffuso sul territorio grazie alla partecipazione attiva dei gruppi di Azione Cattolica. Ma non solo. La Giornata aprirà un periodo dedicato al sostentamento del clero supportato anche dalla programmazione di TV2000 che, tra le varie iniziative, ospiterà anche una “maratona” in tv durante la giornata del 27 Settembre: presenti ospiti istituzionali, testimonial e storie dalle nostre comunità parrocchiali.

Foto Giovanni Panozzo

In occasione della Giornata del 19 settembre in ogni parrocchia i fedeli troveranno locandine e materiale informativo per le donazioni.

Destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, le offerte permettono, dunque, di garantire, in modo omogeneo in tutto il territorio italiano, il sostegno dell’attività pastorale dei sacerdoti diocesani. Infatti da oltre 30 anni questi non ricevono più uno stipendio dallo Stato, ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento.

Le offerte raggiungono circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi del Terzo Mondo e 3.000 sacerdoti, ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio agli altri e del Vangelo.

L’importo complessivo delle offerte nel 2020 si è attestato sopra gli 8,7 milioni di euro rispetto ai 7,8 milioni del 2019. È una cifra ancora lontana dal fabbisogno complessivo annuo che, nel 2020, è ammontato a 529,9 milioni di euro lordi, ma testimonia il desiderio di ripartire e di partecipare attivamente alla vita della Chiesa.

Il dato 2020 è di oltre 109 mila offerte: un riconoscimento da parte dei fedeli al grande impegno profuso dai sacerdoti nel difficile anno della pandemia.

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